Calcio e identità

La Nazionale delude, l’Atalanta conquista il cuore dei tifosi

Un'analisi sul disinteresse verso la Nazionale e l'affetto per l'Atalanta.

La Nazionale delude, l’Atalanta conquista il cuore dei tifosi

Il calcio italiano sta vivendo un momento di crisi, in particolare per quanto riguarda la Nazionale. L’ultima volta che ho provato entusiasmo per la squadra azzurra risale al 1982, durante i leggendari mondiali di Spagna. Da allora, la passione è andata affievolendosi, fino a giungere a un totale disinteresse. Oggi, per me, il calcio è rappresentato esclusivamente dall’Atalanta, e credo che molti tifosi nerazzurri condividano questa opinione.

Non si tratta di un pregiudizio snobistico verso le Nazionali; tifo per chi indossa l’azzurro, ma non nel contesto calcistico. Il calcio, infatti, non è solo uno sport, ma un fenomeno sociale globale che si muove tra dinamiche di business e identità. Da un lato, il business, dall’altro, un fattore identitario che viene sfruttato in modo cinico.

La storia dell’Atalanta

Il miglior esempio di questa dialettica è l’Atalanta, un club storico legato a un territorio e gestito da imprenditori intelligenti che provengono da quel territorio. Al contrario, la Nazionale italiana ha spesso rappresentato il lato più negativo del carattere italiano, contrapposto all’epica storia di Pertini e Bearzot nel 1982, quando il popolo si riconosceva in una squadra che lottava contro il destino.

Oggi, invece, è difficile identificarsi con figure come Mancini, che ha lasciato per motivi economici e ora ritorna proclamando che «la Nazionale è l’amore della mia vita». Questo paradosso è reso possibile solo da un contesto dirigenziale che non produce risultati sul campo. Sono passati 12 anni dall’ultima qualificazione a un mondiale, un segno di un sistema che ha tradito la sua storia.

Un futuro incerto

Il calcio è popolare perché, come la religione, offre un’illusione o una fede. Ma chi può credere in chi ha mostrato comportamenti discutibili? L’unica certezza sembra essere l’Atalanta, mentre il resto del panorama calcistico avanza in un contesto di incertezze e delusioni.