Un gruppo di giovani di età compresa tra 20 e 35 anni, provenienti da diverse città italiane, ha intrapreso un’importante iniziativa di volontariato nei Territori occupati della Cisgiordania. I membri dell’Associazione Percorsi di Vita, in collaborazione con AMO-FME e MAGIS, hanno deciso di affrontare la violenza e l’ingiustizia presenti in questa regione, portando così un messaggio di speranza e solidarietà.
Questa iniziativa, evocativamente definita Artigiani di Pace da Papa Francesco, si concretizza in una serie di attività che si svolgono in vari luoghi, tra cui Nablus, Jenin, Taybe, Betlemme e il deserto di Giuda. I volontari lavorano in contesti eterogenei, collaborando con parrocchie, associazioni musulmane, villaggi beduini e scout, unendo le forze per promuovere la pace in un ambiente segnato da conflitti e violenze continue.
Un percorso di speranza
L’iniziativa mira a seminare piccoli gesti di amore, pace e amicizia, che, sebbene non possano risolvere i conflitti esistenti, rappresentano una barriera contro il male. I giovani volontari desiderano alimentare la fiducia e la speranza tra le persone colpite dalla violenza, regalando loro dignità e dalla consapevolezza che la bontà può resistere al male.
Ogni gruppo di lavoro ha un percorso spirituale comune, coordinato dai gesuiti Francesco Cavallini e Giacomo Andreetta, insieme al professor Davide Di Palma, che guidano momenti di meditazione quotidiana e riflessione sulla propria esperienza di servizio. Gli incontri iniziano e si concludono insieme a Gerusalemme, ricollegandosi al messaggio di vita e resurrezione di Gesù.
Un futuro di pace
La speranza è quella di tornare in Italia e continuare a essere Artigiani di Pace nella vita quotidiana, pregando affinché coloro che governano queste terre si converta alla pace. Per chi desidera sostenere queste opere sono disponibili informazioni bancarie sulla piattaforma dell’Associazione Percorsi di Vita.