La stagione dei funghi si presenta finora povera, mentre il bosco mostra trasformazioni osservate nell’arco di cinquant’anni. A Villa d’Ogna, in Val Seriana, la sezione locale dell’associazione micologica Giacomo Bresadola organizza la tradizionale mostra dedicata alle specie del territorio, aperta fino a domenica 16 agosto. L’iniziativa unisce esposizione, attività divulgative e indicazioni sulla sicurezza nella raccolta.
Secondo Pierino Bigoni, 76 anni, divulgatore dell’associazione, il terreno è molto arido e i temporali recenti non hanno modificato la situazione: l’acqua scivola via senza riuscire a penetrare in profondità. Al momento sono stati trovati alcuni boleti, ma nessuna amanite. Per la mostra sono state raccolte e conservate in frigorifero circa 50 specie, un numero considerato comunque inferiore alle attese.
Un bosco diverso rispetto al passato
Gli iscritti svolgono ogni anno un’attività di censimento che può offrire indicazioni sull’andamento delle fioriture. Alcune varietà che in passato crescevano intorno ai mille metri di quota vengono ora individuate più in alto, attorno ai 1.200 metri, in cerca di condizioni più fresche. La foglia di faggio si degrada con maggiore difficoltà sotto la neve, mentre le zone umide caratterizzate da muschi e licheni appaiono in ritirata. L’associazione osserva inoltre le difficoltà degli animali selvatici alle prese con i parassiti.
Tra i ritrovamenti ricordati dai micologi c’è la Russola camarophylla, registrata per la prima volta in Italia nel 1998 nella pineta di Clusone. La specie, tossica e originaria del Madagascar, è presente anche in altre aree d’Europa, ma la sua comparsa non viene collegata ai cambiamenti climatici. Bigoni la considera una delle scoperte più importanti della sezione, nata nel 1976 per iniziativa di Mario Galli e dell’amico Virginio Volpi, con il sostegno dell’allora sindaco Armando Tasca.
Divulgazione e sicurezza
Da undici soci iniziali, il gruppo è arrivato oggi a 91 iscritti. Il presidente Luigi Rossi, 88 anni, guida l’associazione da quattro decenni. I volontari collaborano con i tecnici dell’Ats e con gli ispettori micologi, ai quali spetta stabilire se un fungo sia commestibile. La sezione locale offre supporto informativo e organizza lezioni nelle scuole, uscite sui sentieri e incontri dedicati anche alle erbe e agli altri elementi dell’ambiente naturale, coinvolgendo quasi mille ragazzi ogni anno.
Durante le attività vengono sfatate alcune convinzioni diffuse: il cambiamento di colore dopo il taglio non indica necessariamente tossicità, così come la presenza dell’anello sul gambo o i segni lasciati dagli animali non garantiscono la commestibilità. Nemmeno aceto, bollitura o essiccazione eliminano eventuali sostanze velenose. Tra le specie illustrate nell’opuscolo della mostra figurano l’Amanita caesarea, la Macrolepiota procera, russole, chiodini, spugnole, giallini e porcini.
La mostra è allestita alla scuola primaria Dante Alighieri di Villa d’Ogna. L’ingresso è gratuito e l’apertura è prevista tutti i giorni dalle 14.30 alle 19; nel fine settimana è possibile visitarla anche dalle 10 alle 12. Per l’edizione del cinquantesimo anniversario sono stati realizzati un annullo filatelico su un disegno di Stefano Torriani e un opuscolo con i lavori svolti negli anni insieme agli studenti del paese.