Memoria e fede

Le celebrazioni per i 120 anni di don Antonio Seghezzi

Mostre, teatro e liturgie ripercorrono la storia del venerabile bergamasco, deportato e morto a Dachau nel 1945.

Le celebrazioni per i 120 anni di don Antonio Seghezzi

Prenderanno il via martedì 18 agosto le iniziative organizzate a Premolo per ricordare i 120 anni dalla nascita di don Antonio Seghezzi, sacerdote originario del paese bergamasco e proclamato venerabile da Papa Francesco nel 2020. Il programma unisce la memoria della nascita alla ricostruzione della sua vicenda umana e del martirio nei lager nazisti.

La parrocchia e il Comune di Premolo, insieme al Gruppo don Antonio Seghezzi, hanno promosso un calendario di appuntamenti culturali e liturgici itineranti. L’obiettivo è mantenere vivo il ricordo del sacerdote e proporre alle nuove generazioni la figura di un educatore e di un uomo capace di offrire sostegno spirituale anche durante gli anni più drammatici della guerra.

La formazione e l’impegno durante la guerra

Ordinato sacerdote nel 1929, don Seghezzi fu coadiutore ad Almenno San Bartolomeo e insegnante nel Seminario diocesano. Dopo un’esperienza come cappellano in Africa, l’allora vescovo di Bergamo, monsignor Adriano Bernareggi, lo nominò assistente ecclesiastico della Gioventù Maschile di Azione Cattolica. Durante la Seconda guerra mondiale mantenne una fitta corrispondenza con centinaia di giovani soldati al fronte, ai quali offrì conforto spirituale.

Dopo la nascita della Repubblica di Salò, don Antonio fu ricercato dalla polizia tedesca. Per evitare rappresaglie contro i responsabili dell’Azione Cattolica e del Patronato San Vincenzo di Bergamo, dove risiedeva, seguì il consiglio del vescovo e si consegnò spontaneamente il 27 ottobre 1943. Dopo una settimana di interrogatori venne condannato e deportato in diversi campi di concentramento tedeschi: prima a Stadelheim, a Monaco di Baviera, poi a Kaisheim, dove ebbe la matricola 68704, e successivamente a Lopsingen.

Dalla deportazione al ritorno delle spoglie

Il 23 aprile 1945 don Seghezzi fu trasferito a Dachau. Provato dalle angherie subite e dalla tubercolosi, morì a 39 anni il 21 maggio, poche settimane dopo la liberazione del campo da parte delle truppe alleate. Le sue spoglie furono individuate il 25 giugno 1952 nel cimitero di Waldfriedhof, a Dachau, ed esumate il 23 novembre. Dopo il rientro a Bergamo, il 25 novembre, furono celebrati i solenni funerali in città. La sepoltura nel cimitero di Premolo avvenne il 7 dicembre dello stesso anno.

Nel 2006, in occasione del centenario della nascita, i resti furono collocati definitivamente in una cripta ipogea sotto la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, consacrata dal vescovo di Bergamo monsignor Roberto Amadei.

Da martedì 18 a domenica 30 agosto, nella chiesa parrocchiale sarà visitabile la mostra biografica ed educativa Io sono tutto un dono, già proposta in diverse località diocesane. Sabato 22 agosto, alle 21, il sagrato ospiterà lo spettacolo itinerante Là dove finisce il buio, dedicato all’amicizia e alla resistenza morale di don Seghezzi e don Bepo Vavassori. Martedì 25 agosto, anniversario della nascita, la Casa Museo di via Lulini resterà aperta per tutta la giornata. In serata sono previste una fiaccolata, alle 20.15, dalla casa natale al monumento dedicato al sacerdote e una messa alle 20.30.