Il caso di Martinengo, avvenuto nella mattinata di lunedì 17 agosto, si inserisce in una sequenza di incidenti sul lavoro che la Uil Lombardia definisce particolarmente preoccupante. Il sindacato ha rielaborato i dati Inail relativi al primo semestre del 2026 nel secondo Rapporto mensile dedicato alla sicurezza, evidenziando un aumento delle denunce in tutte le province lombarde.
La situazione nelle province lombarde
Nel territorio bergamasco le denunce di infortunio sono cresciute del 7,8%. L’incremento risulta ancora più marcato a Pavia, dove raggiunge il 12,4%, e a Monza Brianza, con il 10,1%. Milano concentra oltre 20mila denunce, pari a circa un terzo del dato regionale.
Complessivamente, nei primi sei mesi dell’anno, in Lombardia sono state registrate 60.532 denunce di infortunio, con una crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo precedente. I numeri sono stati diffusi dalla Uil Lombardia nel quadro dell’analisi sull’andamento degli incidenti e delle malattie professionali sul territorio regionale.
Malattie professionali e vittime
Secondo il rapporto, le denunce di malattia professionale hanno raggiunto quasi 2.900 casi, segnando un aumento dell’11,8%. La crescita riguarda in particolare le patologie muscolo-scheletriche, mentre le denunce legate ai disturbi psichici e comportamentali hanno registrato un incremento del 73,7% a livello regionale.
Sul fronte degli esiti mortali, le denunce registrate nei primi sei mesi sono state 75. La Uil traduce il dato in un decesso sul lavoro ogni 2,4 giorni e sottolinea che la variazione contenuta rispetto al 2025 non rappresenterebbe un miglioramento strutturale della sicurezza.
Il fenomeno, sempre secondo l’elaborazione sindacale, colpisce in modo più marcato anche alcune categorie considerate fragili. Gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea sono aumentati del 10,6%. Nel perimetro studentesco le denunce sono state circa 12.600, un dato che colloca la Lombardia al primo posto in Italia per numero di eventi, con il 24% del totale nazionale.