Prudenza e pazienza sono le parole d’ordine in casa Atalanta a pochi giorni dall’esordio stagionale. Dopo un mese e mezzo di lavoro, la squadra affidata a Maurizio Sarri si presenta ancora con un organico da completare. Le esigenze più evidenti riguardano un attaccante esterno di qualità e un centrocampista eclettico, capace anche di garantire gol.
La società, tuttavia, continua a muoversi nel rispetto dell’equilibrio economico. In circa due mesi la struttura nerazzurra è stata profondamente modificata: sono cambiati la filosofia di gioco, i vertici tecnici, l’allenatore e il suo staff, il referente medico e il responsabile della comunicazione. Ha inoltre lasciato il club un direttore generale. Sul piano finanziario, però, la linea non è cambiata: senza gli introiti della Champions League manca una seconda plusvalenza utile a sostenere altre operazioni.
Prima un’uscita, poi gli innesti
Dopo la cessione di Palestra, l’Atalanta ha scelto di trattenere Ederson, che dal punto di vista tecnico non può essere considerato un nuovo acquisto. Per questo, prima di concludere altre operazioni in entrata, dovrà partire un altro giocatore. L’obiettivo indicato è arrivare alla chiusura del mercato, fissata al 1° settembre, con un’uscita e due innesti.
Le dichiarazioni del direttore sportivo Cristiano Giuntoli e di Sarri hanno alimentato qualche incertezza, tra smentite e precisazioni a distanza di poche ore. La società, però, appare intenzionata a completare il lavoro senza forzare i tempi né compromettere la sostenibilità dei conti. L’obiettivo stagionale è competere per un posto in Europa, individuato nei primi sette della classifica, e affrontare da protagonista la Conference League.
Le indicazioni dal campo
Il nuovo allenatore rappresenta, secondo l’analisi tecnica, un valore aggiunto. Il calcio di Sarri potrebbe incidere sulla classifica, come in passato era accaduto con Gian Piero Gasperini, pur attraverso principi di gioco molto diversi. Per trasformare questo vantaggio in risultati sarà però necessario mettere il tecnico nelle condizioni migliori, perché in campo scendono i giocatori.
Le amichevoli contro Feyenoord, Schalke 04 e Athletic Bilbao hanno fornito le prime indicazioni. In questa fase, Scalvini sembra destinato a essere il leader della difesa, Bellanova può puntare a un ruolo di rilievo, mentre Zalewski non appare adatto a giocare da centrocampista. Samardzic potrebbe rappresentare un’alternativa, Raspadori è ancora in ritardo e De Ketelaere e Pasalic non sono pienamente valutabili dopo gli impegni ai Mondiali.
Resta da seguire anche la crescita di Gaetano, individuato come nuovo regista nerazzurro. Il giocatore non è ancora paragonabile a Jorginho e avrà bisogno di tempo per assimilare il ruolo. Contro l’Athletic Bilbao il suo primo tempo è stato complicato: i mediani avversari gli hanno chiuso gli spazi e i compagni lo hanno aiutato poco nella costruzione.
Sarri ha spiegato che i centrali difensivi devono costruire con maggiore coraggio e che gli interni di centrocampo devono accompagnare l’azione con movimenti più funzionali. Finché questi comportamenti non diventeranno automatismi, la manovra resterà rallentata. La nuova Atalanta potrà essere giudicata davvero quando le idee dell’allenatore saranno radicate e quando i giocatori ancora da integrare, compresi i due possibili rinforzi, avranno trovato il loro spazio. Fino ad allora, il club chiede cautela nei giudizi e tempo per superare gli inevitabili inciampi.