Officine Mak ha chiuso il 2025 con un fatturato di 175 milioni di euro, in aumento del 45% rispetto all’anno precedente, e un Ebitda di 20,4 milioni. Il gruppo, nato nel 1956 come impresa metalmeccanica e acquisito nel 2003 dalla famiglia Consonni di Dossena, ha progressivamente riconvertito la propria attività verso lo sviluppo e la rigenerazione di aree immobiliari dismesse.
In sette anni il giro d’affari è passato da 6 a 175 milioni di euro. La società ha oggi in portafoglio progetti residenziali dal valore potenziale superiore a 1,29 miliardi di euro e circa 500 mila metri quadrati di aree destinate alla logistica. Il gruppo opera soprattutto nel Milanese con gli interventi abitativi, mentre nella Bergamasca ha concentrato una parte significativa delle iniziative sui grandi insediamenti destinati alle attività produttive e distributive.
Le aree dismesse e i nuovi magazzini
Secondo l’amministratore delegato Daniele Consonni, il risultato del 2025 è stato favorito dal completamento di diversi cantieri. La strategia dell’azienda consiste nell’individuare aree industriali non più utilizzate, verificarne la compatibilità con gli strumenti urbanistici e affrontare successivamente gli iter burocratici, le bonifiche e le trattative con le amministrazioni locali.
Nella Bassa Bergamasca il gruppo ha realizzato un insediamento a Covo, due a Calvenzano e uno a Fara d’Adda. Quest’ultimo è stato completato e ceduto a luglio: metà della struttura è stata acquisita da un’azienda di profumi e l’altra metà da uno spedizioniere cinese. A Calvenzano è in corso il recupero dell’ex Sicea, dove è previsto un capannone da 30 mila metri quadrati.
Altri interventi sono in fase di sviluppo. A Bolgare è previsto un magazzino da 75 mila metri quadrati, mentre ad Arcene e Fara Olivana sono programmati strutture da 20 mila metri quadrati ciascuna. La società ha inoltre esteso la propria attività al comparto commerciale e ha iniziato a valutare il settore dei data center, con due progetti nel Milanese per complessivi 70 mila metri quadrati. In questo caso, gli investimenti possono raggiungere valori compresi tra 700 milioni e un miliardo di euro, includendo l’installazione dei server.
Il progetto residenziale a Bergamo
In provincia di Bergamo l’unico intervento residenziale attualmente indicato dal gruppo è Le dimore del Baio, dove il primo lotto è arrivato al secondo piano. Il progetto vale 60 milioni di euro e prevede 300 abitazioni. Dei 70 appartamenti del primo lotto, 62 risultano già venduti. L’azienda sta valutando l’acquisizione di altre due aree, alla luce della risposta registrata dal mercato cittadino per le proposte considerate di maggiore qualità.
Per il 2026 la previsione è di mantenere risultati in linea con quelli dell’anno precedente, nonostante le incertezze internazionali. Il fatturato dipenderà, come negli anni passati, dall’avanzamento e dalla conclusione dei singoli progetti. Per il 2027 l’obiettivo dichiarato è superare i 200 milioni di euro, anche grazie alla conclusione di cantieri rilevanti, tra cui quello da 300 appartamenti previsto a Cologno Monzese.