Un 47enne di Antegnate, F.Z., è stato trasferito dagli arresti domiciliari al carcere dopo aver revocato il consenso all’utilizzo del braccialetto elettronico. L’uomo è accusato di stalking e maltrattamenti nei confronti della compagna, una donna di 45 anni.
Il provvedimento è stato disposto dal gip dopo la richiesta della pm. La decisione è arrivata in seguito alla rinuncia al dispositivo, comunicata lunedì dall’avvocato dell’indagato. Il braccialetto era previsto nell’ambito della misura domiciliare e avrebbe dovuto segnalare eventuali spostamenti non autorizzati.
L’arresto dopo l’ultima lite
Il caso era emerso nel maggio 2025, quando i carabinieri di Urgnano erano intervenuti dopo una violenta lite. Secondo l’accusa, l’uomo aveva picchiato la compagna e, durante la notte, aveva gettato fuori dall’abitazione alcuni suoi effetti personali. La donna si era prima rifugiata nel sottoscala e poi aveva trovato riparo a casa di una vicina.
Quando i militari erano arrivati nell’abitazione, avevano trovato il 47enne con un bastone e un coltello. L’intervento era avvenuto anche perché l’uomo avrebbe violato il divieto di avvicinamento alla compagna, una misura che gli era già stata imposta.
Dai domiciliari al carcere
Nonostante il provvedimento, nella primavera dello stesso anno l’uomo avrebbe costretto la donna a tornare a convivere con lui nel suo monolocale di Antegnate. La convivenza sarebbe proseguita tra insulti, aggressioni e mortificazioni, fino alla notte dell’arresto.
Dopo l’arresto, F.Z. era stato sottoposto ai domiciliari ad Antegnate con il braccialetto elettronico. A luglio aveva ottenuto di potersi trasferire a Urgnano, nella casa della madre. La revoca del consenso al dispositivo ha però modificato il quadro cautelare: valutata la sua pericolosità, il gip ha accolto la richiesta della pm e disposto il trasferimento in carcere.