Indagine forense

Ossa trovate nel muro di un bar, scattano gli accertamenti

I resti, forse risalenti alla Grande guerra, sono stati recuperati durante lavori nel locale e saranno sottoposti a datazione

Ossa trovate nel muro di un bar, scattano gli accertamenti

Un teschio e almeno un osso lungo, forse appartenuto a un braccio o a una gamba, sono stati trovati nel muro di un bar di Borgo Santa Caterina, a Bergamo. Il ritrovamento è avvenuto durante alcuni lavori all’interno del bar Crystal, in via Borgo Santa Caterina 20 A, chiuso dal 30 maggio dopo il passaggio a una nuova gestione.

Le ossa erano collocate nella parte bassa della parete, vicino al pavimento e in profondità rispetto alla superficie. Il muro, realizzato con pietre e mattoni, ha uno spessore superiore al metro ed era coperto da un consistente strato di intonaco. A una prima analisi, i resti apparirebbero molto datati e potrebbero risalire a oltre un secolo fa, forse all’epoca della prima guerra mondiale. Non è stato trovato uno scheletro completo.

Le verifiche sul materiale osseo

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile, un’antropologa e un medico legale. Per gli accertamenti sono state coinvolte anche le professioniste del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontoiatria forense dell’Università degli Studi di Milano, diretto da Cristina Cattaneo. Tra le esperte al lavoro nel locale c’è Giulia Caccia.

Per stabilire l’epoca dei reperti si valuta il ricorso alla datazione al carbonio, possibile solo se il materiale conserva il collagene necessario all’analisi. La determinazione dell’età dei resti sarà importante per provare a identificarli e per chiarire in quale contesto siano stati collocati all’interno della parete. Sul caso è arrivato anche il pubblico ministero Emanuele Marchisio, che ha seguito le operazioni fino a sera.

Le ricerche proseguono nel muro

Gli accertamenti dovranno essere formalizzati attraverso l’apertura di un fascicolo che, allo stato attuale, potrebbe essere collegato all’ipotesi di omicidio. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo la storia dell’edificio e del pubblico esercizio, verificando i diversi passaggi di proprietà e gli interventi eseguiti nel tempo.

Secondo le informazioni raccolte sul posto, l’intonaco più recente risalirebbe ad almeno 15 anni fa, periodo in cui era subentrata la precedente proprietaria, senza realizzare lavori di ristrutturazione. La collocazione profonda dei reperti, tuttavia, fa ritenere che una semplice rimozione dello strato superficiale non sarebbe stata sufficiente a individuarli.

Le operazioni sono proseguite anche dopo il recupero delle ossa, con un’ulteriore ispezione della parete alla ricerca di eventuali altri resti o oggetti. Le macerie, raccolte in secchi da muratore, vengono controllate dagli operatori. L’area è stata delimitata con i nastri della polizia, mentre gli abitanti e i passanti osservano le attività investigative. Per ora, non sarebbero stati individuati altri elementi utili. Le verifiche continueranno tra il muro del bar, gli archivi e la memoria dei residenti.