L’Atalanta ha superato l’Hapoel Tel Aviv in Ungheria grazie a un gol di Scamacca, ottenendo il passaggio in Conference League. La squadra nerazzurra ha così proseguito il proprio cammino europeo al termine di una gara considerata insidiosa già dopo il sorteggio dei playoff.
Al termine dell’incontro, l’allenatore Maurizio Sarri ha definito la partita difficile, spiegando che la formazione bergamasca ha sofferto soprattutto nei primi dieci-quindici minuti. Dopo l’avvio complicato, secondo il tecnico, l’Atalanta ha progressivamente preso il controllo della sfida e ha costruito una vittoria ritenuta meritata.
Il commento dell’allenatore
Sarri ha sottolineato l’importanza del risultato per l’intero gruppo, citando il coinvolgimento di tifosi, giocatori e staff. Il tecnico ha inoltre ricordato come l’Atalanta fosse stata sfavorita dal sorteggio, visto il livello dell’avversaria incontrata nel turno preliminare. Concluso l’impegno europeo, la squadra tornerà a concentrarsi sul campionato e riprenderà subito gli allenamenti.
La partita ha rappresentato anche il contesto nel quale il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha fatto il punto sulle principali operazioni di mercato. Prima del fischio d’inizio, il dirigente ha confermato che il club sta trattando con il Chelsea per il giovane difensore Honest Ahanor.
L’accordo con la società inglese viene indicato come vicino sulla base di un’operazione da 48 milioni di euro, ma Giuntoli ha mantenuto prudenza, precisando che la trattativa non può essere considerata conclusa finché non saranno completati tutti i passaggi necessari. Il direttore sportivo non ha quindi dato per formalizzato il trasferimento.
Giuntoli ha parlato anche della necessità di rafforzare la rosa e ha lasciato intendere che l’Atalanta sta valutando un innesto in entrata, senza fare nomi. Il riferimento è alla trattativa per Jonathan Rowe, indicato come possibile obiettivo proveniente dal Bologna. Il dirigente ha spiegato che i rinforzi individuati dalla società prescindono dalle eventuali partenze e dipendono dalla volontà di rendere la squadra più competitiva.