Strategie locali

Gioco d’azzardo, Cortesi: «Serve una rete per prevenire la dipendenza»

Il sindaco propone un coordinamento tra istituzioni, scuole, banche, esercenti e operatori per intercettare i segnali di disagio.

Gioco d’azzardo, Cortesi: «Serve una rete per prevenire la dipendenza»

Prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo prima che diventi conclamata, costruendo una rete stabile tra istituzioni, servizi sanitari, scuola e mondo economico. È la linea indicata da Gabriele Cortesi, sindaco di Seriate e vicepresidente del Collegio dei Sindaci della provincia di Bergamo, secondo cui i Comuni devono avere un ruolo centrale nel riconoscere i primi segnali di disagio e nel promuovere una cultura della prevenzione.

Il contrasto al fenomeno, ha spiegato Cortesi, non può essere affidato soltanto ai servizi sanitari. Serve una presenza diffusa nelle comunità, capace di intervenire prima che la situazione precipiti e di coinvolgere Ats, istituti scolastici, banche, commercianti e gestori degli apparecchi da gioco. «Il ruolo dei Comuni, in un lavoro di raccordo con Ats, all’interno del contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo è assolutamente fondamentale», ha affermato.

Una rete che parte dalla scuola

Il Collegio dei Sindaci rappresenta, in questo quadro, uno dei luoghi di raccordo tra gli ambiti territoriali e il sistema sanitario e sociosanitario. L’obiettivo è mettere a confronto competenze diverse e trasformare il dialogo in interventi coordinati. La prima frontiera indicata dal sindaco è quella culturale, a partire dalla scuola, dove si possono sviluppare consapevolezza e strumenti per riconoscere i comportamenti a rischio.

La strategia dovrebbe estendersi anche agli esercizi nei quali il gioco è presente. Per Cortesi, i gestori non devono essere esclusi dal confronto, ma coinvolti nella definizione di procedure utili a individuare e segnalare le situazioni problematiche. Chi lavora in un bar, in una sala o in un altro esercizio può infatti osservare comportamenti a rischio prima che questi arrivino all’attenzione dei servizi. «È arrivato davvero il momento» di costruire con gli operatori politiche più efficaci contro i fenomeni patologici, ha sostenuto.

Uniformità sul territorio e gioco online

Un passaggio centrale riguarda la diffusione del codice etico. Se le regole vengono applicate soltanto in alcune zone, ha osservato il sindaco, il giocatore può semplicemente spostarsi in un altro Comune. Per questo la prevenzione dovrebbe essere , così da evitare che il problema venga trasferito da un territorio all’altro. I gestori dovrebbero conoscere i segnali della dipendenza, le procedure da seguire e i servizi ai quali rivolgersi.

La collaborazione dovrebbe comprendere anche il sistema bancario. Nel 2025 sono stati persi 415 milioni di euro, un dato che evidenzia la dimensione economica del fenomeno e il rapporto tra gioco e gestione del denaro. Da qui la proposta di avviare un’interlocuzione con gli istituti di credito per sviluppare attività di prevenzione e di educazione finanziaria rivolte alle persone più esposte.

Secondo Cortesi, il tavolo provinciale può diventare il luogo nel quale istituzioni e soggetti coinvolti confrontano prospettive diverse e definiscono una politica condivisa. La provincia di Bergamo, ha aggiunto, ha iniziato da tempo a considerare il gioco d’azzardo anche come un problema patologico sul quale intervenire con misure specifiche.

Il quadro è diventato più complesso con la crescita del gioco online, accelerata durante la pandemia e i lockdown. La chiusura delle sale ha spinto parte dei giocatori verso le piattaforme digitali, rendendo il fenomeno meno visibile e più difficile da intercettare con gli strumenti tradizionali. Nel 2025 le persone arrivate ai servizi sono state 453, ma il dato, secondo il sindaco, non rappresenta l’intera dimensione del disagio: indica soltanto la quota emersa e arrivata a una risposta specialistica. Per tutto ciò che resta prima di quel passaggio, la prevenzione dovrà contare sulla presenza di amministratori, insegnanti, operatori sanitari, commercianti, banche e gestori.