Il confronto sul futuro dell’aeroporto Il Caravaggio entra nel vivo dopo la riunione convocata da Sacbo per approfondire il dibattito pubblico sul piano di sviluppo dello scalo. Il documento prevede una crescita fino a 23,4 milioni di passeggeri entro il 2043, con un possibile aumento dei decolli e degli atterraggi fino a 134 mila. I sindaci dei Comuni dell’area chiedono però di rivedere le prospettive di espansione, valutandole alla luce degli effetti sulla salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita.
All’incontro, nella sede della società di gestione, hanno partecipato i rappresentanti di Bergamo, Orio al Serio, Seriate, Azzano San Paolo, Brusaporto, Bagnatica, Costa Mezzate, Grassobbio e Bolgare, insieme ad assessori e tecnici. La posizione condivisa è che nessuno intenda mettere in discussione l’esistenza dello scalo o il suo ruolo economico, ma che l’incremento previsto debba essere compatibile con i limiti già presenti sul territorio. Secondo gli amministratori, convivere con gli attuali 17 milioni di passeggeri è diverso dal sostenere un ulteriore aumento dei volumi.
I dubbi dei Comuni
Il sindaco di Orio, Alessandro Colletta, ha definito i nuovi numeri insostenibili, sostenendo che non vi siano ulteriori margini per aumentare operatività e rumore senza incidere sulle condizioni di vita della popolazione. La domanda, ha osservato, dovrebbe riguardare il limite di crescita compatibile con il territorio, evitando che lo sviluppo economico diventi un obiettivo fine a se stesso. Colletta ha inoltre respinto l’idea che un contenimento dell’espansione possa condurre al declino dello scalo, invitando Sacbo a valutare quando la crescita rischi di produrre più danni che benefici.
Sulla stessa linea il sindaco di Seriate, Gabriele Cortesi, secondo il quale i 23 milioni costituiscono una previsione della domanda e non la certificazione della sostenibilità dell’incremento. Il numero, ha spiegato, non può diventare automaticamente un obiettivo di pianificazione: prima occorre verificare la capacità del territorio di sostenerlo. Cortesi ha richiamato anche il Piano nazionale degli aeroporti, che distingue tra domanda potenziale e capacità effettiva di crescita e invita a correggere le previsioni considerando gli aspetti territoriali e ambientali. Tra le principali criticità resta l’impatto del rumore sulla popolazione.
La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha indicato come condizioni irrinunciabili la tutela della salute, il rispetto dei parametri ambientali e della zonizzazione acustica. Il futuro dell’infrastruttura, ha sostenuto, dovrà essere costruito entro questo quadro, tenendo insieme il ruolo strategico dell’aeroporto e la protezione della qualità della vita delle comunità interessate.
La posizione di Sacbo
Il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, ha ricordato che il piano di sviluppo non è un documento della società di gestione, ma dell’Enac, e che la sua approvazione arriverà dopo una serie di procedure e verifiche da parte dei ministeri. Sanga ha assicurato che, in ogni fase, saranno considerate con priorità le condizioni sanitarie, ambientali e legate all’inquinamento. Ha citato in questo senso le valutazioni di Ats, Arpa e Università di Milano-Bicocca, definite confortanti, sottolineando comunque che ogni elemento dovrà essere esaminato con rigore. Secondo il presidente, l’impiego di velivoli sempre più moderni potrà contribuire a ridurre il rumore.