Saperi e territori

La controgeografia per ripensare il rapporto con la Terra

Matteo Meschiari presenta due volumi tra culture native, cartografia e conflitto mediorientale.

La controgeografia per ripensare il rapporto con la Terra

Matteo Meschiari, scrittore e antropologo, sarà protagonista il 18 settembre di due appuntamenti nel territorio bergamasco dedicati al rapporto tra mappe, ambiente e rappresentazione dello spazio. Alle 20.45, al Rifugio Mut de Nes di Monte di Nese, interverrà nell’incontro Terre che non sono la mia, organizzato nell’ambito della sezione Ambiente di Molte Fedi sotto lo stesso cielo, rassegna culturale delle Acli di Bergamo. L’appuntamento è legato al volume Terre che non sono la mia. Una controgeografia in 111 mappe, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2025.

Per Meschiari la controgeografia non consiste soltanto nel proporre mappe alternative, ma nel mettere in discussione il modo abituale di guardare e abitare la Terra. La cartografia, sostiene, non è mai del tutto neutrale: nella scelta di cosa rappresentare e di come farlo intervengono ideologie, interessi e punti di vista. Per questo la mappa può diventare una macchina di potere, ma anche uno strumento capace di modificare la percezione del mondo e di aprire a nuove forme di relazione con l’ambiente.

Dalle mappe mentali ai saperi nativi

Nel suo lavoro l’autore parte dalle mappe mentali, cioè dai processi con cui il cervello organizza esperienze, conoscenze e orientamento nello spazio. Una capacità che, secondo la prospettiva sviluppata nel libro, si sarebbe formata anche attraverso la relazione tra esseri umani, prede e predatori nella savana. Le mappe materiali sarebbero quindi la traduzione concreta di una facoltà molto più antica, presente nella specie umana da almeno un milione di anni.

Il volume raccoglie esempi di rappresentazioni costruite in epoche e contesti diversi, comprese quelle dei popoli nativi. Tra i casi citati da Meschiari c’è la mappa tattile inuit dell’area di Ammassalik, in Groenlandia orientale: un oggetto ligneo del Settecento che riproduce una linea costiera lunga circa 300 chilometri, con isole, penisole e fiordi. La sua forma tridimensionale consentiva di consultarla con le dita e, secondo la ricostruzione proposta, di utilizzarla durante la navigazione in kayak.

Il secondo incontro a Nembro

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 18, alla Biblioteca Centro Cultura Tullio Carrara di Nembro, Meschiari presenterà Mappe di Palestina. Una controgeografia per la pace, il nuovo libro pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2026. Il testo sviluppa in chiave politica e contemporanea la riflessione sulla cartografia e analizza il modo in cui le mappe possono contribuire a costruire immaginari di conflitto oppure di pace.

Il tema si lega anche alla crisi ecologica e climatica. Secondo l’autore, i saperi di culture che hanno instaurato relazioni meno distruttive con il paesaggio possono aiutare a ripensare il modo di vivere il pianeta. In questa prospettiva, elementi come ghiacciai, animali e vegetali non vengono considerati semplici sfondi o oggetti passivi, ma parti attive della narrazione dello spazio. L’incontro di Monte di Nese è esaurito, con possibilità di iscrizione alla lista d’attesa; quello di Nembro è a ingresso libero e senza prenotazione.