Emergenza sociale

A Bergamo dormitori pieni, decine di giovani restano in strada

Posti insufficienti, attese per i documenti e difficoltà d’integrazione coinvolgono soprattutto ragazzi arrivati dall’Egitto.

A Bergamo dormitori pieni, decine di giovani restano in strada

A Bergamo i posti disponibili nelle strutture di accoglienza non bastano a coprire le richieste. Su una capacità complessiva di circa 130 letti, ogni notte tra 40 e 60 persone rimangono senza sistemazione e cercano ripari di fortuna in città, tra panchine e spazi all’aperto.

Tra loro ci sono Mahmoud e Mohammed, entrambi ventenni e originari dell’Egitto. Hanno trascorso la notte su alcune grate coperte con lenzuoli e sacchi a pelo, tra il parco Marenzi, il Galgario e il torrente Morla. La loro giornata comincia intorno alle 10, dopo una notte passata all’esterno. Parlano un italiano ancora incerto e indicano nei documenti il primo passo per poter costruire un futuro in Italia.

La richiesta di accelerare le procedure

La questione riguarda in particolare le persone che attendono il permesso di soggiorno. Una volta inserite nel circuito della regolarità, spiega l’assessora comunale alle Politiche sociali Marcella Messina, possono accedere ai corsi di italiano e alle opportunità di lavoro. Da qui la richiesta di velocizzare le procedure e di aumentare i posti disponibili nell’accoglienza, coinvolgendo anche gli altri Comuni.

Secondo l’amministrazione, il capoluogo non può sostenere da solo l’intero carico. Tra le situazioni più complesse ci sono dipendenze e patologie psichiatriche, che richiedono il coinvolgimento di servizi e soggetti specializzati. Il Comune prosegue inoltre le attività delle unità di strada, la mappatura delle persone senza fissa dimora e l’ampliamento dell’accoglienza alla Castagneta. In giunta è stato portato anche l’aumento di sei posti in via Pignolo.

L’aumento dei ragazzi accolti

L’attenzione è rivolta soprattutto ai più giovani, spesso presenti in modo discontinuo e più numerosi durante i mesi estivi. Per loro la mancata conoscenza della lingua italiana rappresenta una barriera decisiva, mentre l’attesa dei documenti li mantiene in una condizione di forte precarietà.

Don Roberto Trussardi, direttore della Caritas bergamasca, riferisce che la presenza dei giovanissimi è cresciuta sensibilmente. Nel 2018, su 80 persone ospitate al dormitorio del Galgario, soltanto due o tre avevano meno di 35 anni; oggi sono almeno 25 su 65. Arrivano con aspettative e progetti, ma si trovano in un Paese di cui non conoscono la lingua e possono sviluppare rabbia e tensioni, anche nei rapporti con gli operatori.

La rete gestita da Caritas e Comune comprende 65 posti al Galgario, 15 al Conventino, 14 nel dormitorio femminile, 20 al patronato di Sorisole e tre appartamenti comunali per 16 persone. Nonostante l’offerta, le strutture risultano frequentemente esaurite. Trussardi sottolinea che Bergamo è attrattiva per chi cerca un’opportunità e chiede di affrontare l’immigrazione con un piano di integrazione stabile, anziché considerarla soltanto un’emergenza temporanea.

La situazione descritta riguarda persone in attesa di regolarizzazione e senza una sistemazione notturna, con una presenza crescente di giovani arrivati dall’estero. Il tema è stato rilanciato il 14 settembre 2026, mentre Comune e associazioni proseguono gli interventi di strada e l’ampliamento dei posti disponibili.