Vite sospese

Al Galgario, tra degrado, marginalità e tentativi di integrazione

Residenti preoccupati, persone senza dimora e volontari cercano un equilibrio nel parco bergamasco.

Al Galgario, tra degrado, marginalità e tentativi di integrazione

Al parco del Galgario, a Bergamo, la convivenza tra residenti e persone senza dimora resta complessa. Nelle prime ore del mattino il parco si riempie di uomini e donne che hanno trascorso la notte nei dormitori o all’aperto e che, dopo essere stati fatti uscire dalle strutture, non hanno un luogo dove fermarsi. Alcuni si sistemano sulle panchine, altri utilizzano le aree verdi e le grate lungo il Morla come riparo.

Kisney Aide, nigeriano di 53 anni, racconta di essere in Italia da dieci anni e di non riuscire a trovare lavoro anche per le difficoltà con la lingua. La mattina si allena, si cambia e conserva i pochi vestiti in sacchetti appesi agli alberi. Dice di essere in attesa di rinnovare i documenti e di sentire la mancanza della moglie e dei figli, che vivono all’estero.

Le preoccupazioni dei residenti

Le frequentatrici abituali del parco segnalano episodi di degrado, rifiuti e comportamenti che alimentano timori per la sicurezza. Rossella Crippa, Patrizia Bonati e Chiara Micheletti, presenti ogni giorno con i loro cani, riferiscono di aver assistito a liti e denunciano la presenza di escrementi e avanzi di cibo nelle aree frequentate anche dai bambini. La paura di possibili aggressioni, spiegano, rende difficile intervenire direttamente.

Il direttore della Caritas, don Roberto Trussardi, riconosce le difficoltà e la preoccupazione dei cittadini, sottolineando però il lavoro di sostegno svolto dagli operatori e dai volontari. Secondo Trussardi, durante l’estate il caldo ha aggravato una situazione già delicata. La Caritas sta preparando un appello per coinvolgere nuove persone nelle attività di presidio e pulizia.

Il progetto con i senza dimora

Tra le persone che frequentano il Galgario c’è Aziz, tunisino in Italia da 22 anni. Dopo aver dormito davanti a una chiesa di Sorisole, trascorre le giornate muovendosi nel parco e cercando occasioni di lavoro. Racconta che l’assenza di impegni e prospettive pesa quanto la mancanza di una sistemazione stabile. Per questo partecipa alle attività di pulizia organizzate dall’associazione Brothersall in collaborazione con il Comune.

Il presidente Bruno Melis spiega che alcuni senzatetto vengono coinvolti nella raccolta dei rifiuti per restituire loro un’attività quotidiana e un rapporto con il territorio. La volontaria Sara Villa aggiunge che gli incontri mirano a costruire relazioni e, in alcuni casi, hanno favorito l’avvio di percorsi lavorativi, anche nella ristorazione. Le attività cominciano anche in stazione, dove i volontari distribuiscono tè e biscotti per creare un primo contatto.

Ogni intervento viene documentato e comunicato al Comune nell’ambito di un accordo biennale. La custodia del parco è stata affidata in modo strutturale alla Cooperativa Cristoforo: ogni pomeriggio sono previste tre ore di presidio e manutenzione. La polizia locale effettua inoltre tre passaggi quotidiani, uno al mattino e due alla sera, mentre in estate gli interventi di emergenza sono diminuiti rispetto ai mesi precedenti, quando si arrivava a tre chiamate al giorno.

L’assessora al Verde Oriana Ruzzini riferisce di aver svolto diversi sopralluoghi e di aver rilevato una presenza crescente di famiglie e bambini. Restano tuttavia criticità nelle zone più isolate del parco, dove il Comune sta potenziando la pulizia con Aprica. Il nodo resta quello di garantire sicurezza e decoro senza lasciare senza alternative le persone che trascorrono le giornate all’aperto.