Analisi tattica

L’Atalanta cerca nuove soluzioni dopo il ko con il Cagliari

La gara ha mostrato maggiore aggressività, ma restano dubbi su difesa alta, fasce e modulo alternativo.

L’Atalanta cerca nuove soluzioni dopo il ko con il Cagliari

La sconfitta interna per 1-2 contro il Cagliari ha lasciato all’Atalanta alcuni segnali incoraggianti, ma anche diversi interrogativi. La squadra ha mostrato lampi di gioco e una maggiore aggressività rispetto alle precedenti uscite, senza però riuscire a evitare il quinto ko nelle prime sei gare considerate nell’analisi. La prestazione è stata giudicata la migliore della stagione, con la cautela legata al rendimento molto negativo delle partite precedenti. Soltanto i primi 25 minuti contro il Sassuolo, infatti, erano apparsi superiori.

Per puntare ai primi sette posti e alla corsa europea servirà dunque un salto di qualità più consistente. Tra gli aspetti da valutare c’è il rapporto tra rischi e benefici della linea difensiva molto alta. Una scelta di questo tipo può esporre la squadra alle ripartenze degli attaccanti veloci: contro il Cagliari Mendy ha segnato due reti e sul secondo gol era in posizione di fuorigioco per pochi centimetri.

Il peso delle fasce

La partita ha comunque evidenziato una condizione atletica più brillante e un atteggiamento più intenso. In mezzo al campo, l’arrivo di Kessie dovrebbe ampliare le possibilità di scelta e consentire una gestione più ampia delle tante partite in programma. Anche l’attacco dovrà trovare soluzioni alternative: i 22 tiri prodotti contro il Cagliari rappresentano un dato significativo, ma soltanto 4 conclusioni hanno centrato lo specchio della porta.

Tra le note positive c’è la prestazione di Bellanova, indicata come un esempio del lavoro richiesto ai terzini di Sarri. Il compito è difendere, accompagnare l’azione e inserirsi in sovrapposizione all’attaccante che gioca davanti, soprattutto quando quest’ultimo tende a rientrare verso il centro partendo dalla fascia opposta al piede preferito. In questo sistema, il contributo degli esterni diventa ancora più importante quando la squadra prova a risalire il campo con rapidità.

Il possibile 4-2-3-1

Un altro tema riguarda la gestione dei terzini. Se la squadra difende bassa e resta vicino alla propria area, Kolasinac può rappresentare una soluzione per presidiare la zona. Quando invece l’Atalanta cerca di ripartire o porta la difesa molto avanti, servono giocatori dotati di maggiore gamba. Nel finale della gara con il Cagliari è entrato Bernasconi, dieci anni più giovane di Kolasinac e cresciuto a Zingonia, con caratteristiche che potrebbero consentirgli di offrire sulla sinistra un contributo simile a quello di Bellanova sulla destra.

Nel quarto d’ora conclusivo è stato sperimentato anche il 4-2-3-1, in una fase in cui l’Atalanta ha raggiunto l’80 per cento del possesso palla. Sarri, nel dopogara, lo ha definito una soluzione d’emergenza, senza attribuirgli particolare peso. Il modulo, tuttavia, appartiene alla storia tattica dell’allenatore e potrebbe garantire maggiore sostanza con Ederson e Kessie in mezzo al campo. Alle loro spalle, un trequartista potrebbe sostenere le due ali e la punta, offrendo più sbocchi offensivi. Per quel ruolo le alternative indicate sono De Ketelaere, Pasalic, Raspadori e Samardzic.