È stato trasferito in carcere Yousuf Isah Yousuf, il 33enne nigeriano che sabato si era barricato sul tetto di una villa di via Paleocapa, a Bergamo, lanciando tegole verso la strada e gli agenti intervenuti. Al termine del processo per direttissima, la giudice Alice Marcotulli ha disposto anche un’osservazione medica per valutare le sue condizioni psichiche. Si tratta di un monitoraggio sanitario e non di una perizia psichiatrica.
In aula l’uomo, arrivato in Italia dieci anni fa e in possesso di un regolare permesso di soggiorno, è apparso molto diverso dalla persona ripresa nei video dei residenti durante l’intervento. Con i pantaloni della tuta, un maglione e le ciabatte, ha risposto alle domande tra pause e dichiarazioni non sempre pertinenti. Ha raccontato di lavorare a Milano attraverso alcuni incarichi con agenzie interinali e di essere stato allontanato dall’abitazione in cui viveva a Pioltello. Ha inoltre riferito di essere stato minacciato, senza però indicare da chi.
L’ingresso nella villa e il blocco della strada
La villa, una costruzione su due piani con sottotetto, era già stata abitata dal 33enne circa tre anni fa, quando l’ex proprietario gli aveva consentito di soggiornarvi. L’immobile è stato venduto a giugno e oggi è interessato da lavori. Il tetto, vecchio di oltre un secolo, è stato descritto come pericoloso. Yousuf ha sostenuto di aver scritto all’ex proprietario, interpretando la risposta come un’autorizzazione a rientrare. Sabato si è presentato con una valigia e uno zaino, forzando la porta d’ingresso.
L’ex proprietario ha confermato di essere rimasto in contatto con lui e di averlo incontrato ogni due o tre mesi, ma ha escluso di poter autorizzare l’accesso a una proprietà ormai appartenente ad altri. Una volta sul tetto, il 33enne ha accumulato più di venti tegole e le ha lanciate verso gli agenti che cercavano di avvicinarsi. Agli inquirenti e alla giudice ha detto di essersi spaventato quando ha visto arrivare la polizia e di non riuscire, nella sua mente, a trovare una spiegazione a quanto stava accadendo.
Le accuse e la misura cautelare
L’episodio ha richiesto l’intervento di volanti della polizia, della squadra negoziazione, dell’unità operativa di primo intervento arrivata da Milano, della polizia locale, dei vigili del fuoco e dei soccorritori del 118. In tutto sono state mobilitate più di 50 persone e la strada è rimasta bloccata per circa otto ore. Il 33enne, difeso dall’avvocato Alberto Marotta, è accusato di resistenza e di lesioni lievi ai danni di due agenti.
Yousuf ha piccoli precedenti per furto, ma la decisione sulla custodia cautelare non è stata motivata da questi precedenti. Secondo la giudice, a pesare sono soprattutto la pluralità e la gravità dei fatti, oltre alla situazione personale dell’imputato, che in Italia non avrebbe una famiglia né un’abitazione stabile. Da qui la valutazione di un concreto pericolo di reiterazione. Il procedimento proseguirà l’8 ottobre.