Dopo sette anni di progetti, rinvii e passaggi di competenze, l’ipotesi di un interporto a Cortenuova torna al punto di partenza. Il presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli ha riunito mercoledì 16 settembre, nella sede di via Tasso, la Camera di Commercio, l’Unione Industriali e il Gruppo Vitali, l’azienda privata che aveva promosso l’iniziativa.
L’incontro è servito a fare il punto su un progetto lanciato nel 2019, durante il primo mandato provinciale di Gafforelli. L’anno successivo il Gruppo Vitali aveva costituito la joint venture Cortenuova Freight Station con Msc, colosso internazionale della logistica. L’idea era realizzare nell’ex area industriale Le Acciaierie, estesa per circa 350 mila metri quadrati e vicina all’ex centro commerciale, un centro intermodale per lo scambio delle merci tra ferrovia e gomma.
La struttura avrebbe dovuto gestire un traffico stimato in 60 treni e centinaia di camion al giorno. L’interesse pubblico nasceva dalla necessità di trovare una nuova sede per lo scalo merci di Bergamo, destinato a lasciare spazio al progetto Porta Sud. La chiusura dello scalo, avvenuta nel 2023, ha costretto le aziende bergamasche a rivolgersi a Rovato per le operazioni ferroviarie.
Un progetto frenato da competenze e condizioni
L’ipotesi di Cortenuova si è però confrontata con due problemi principali. Un interporto ha dimensioni e ricadute sul territorio molto più ampie rispetto a un normale scalo merci. Inoltre, la programmazione di un’infrastruttura di questo tipo rientra nelle competenze del Governo, rendendo difficile avviare il progetto a partire da un’iniziativa locale.
Il Comune di Cortenuova aveva espresso un sì condizionato, mentre la Regione aveva escluso di poter svolgere il ruolo di promotrice perché non competente. Nel 2022 la Provincia, allora guidata da Pasquale Gandolfi, insieme ai Comuni di Bergamo e Cortenuova, aveva scritto al Ministero delle Infrastrutture per chiedere una soluzione sullo scalo merci e valutare l’interporto. Nel 2023 era stata avviata un’interlocuzione con il ministero, con il coinvolgimento di Rfi.
Nel 2024 il confronto si è concentrato sull’ipotesi di un protocollo d’intenti, senza però arrivare a uno sblocco. Nel 2025 la Provincia ha definito le condizioni di interesse pubblico e ha sostenuto che dovessero essere gli enti pubblici a stabilire le necessità del territorio. Il tavolo tecnico convocato su questi temi si è riunito una sola volta. Nel frattempo, Msc ha rinunciato al progetto, mentre Vitali ha iniziato a cercare un nuovo operatore interessato. A livello nazionale è stata inoltre approvata una legge quadro sul settore.
La nuova verifica sul fabbisogno
Tornato da sei mesi alla guida della Provincia, Gafforelli ha deciso di riallacciare i contatti tra istituzioni e mondo produttivo. L’obiettivo è capire se esista ancora una necessità concreta di una struttura per lo scambio tra trasporto ferroviario e stradale e quali opportunità possano essere valutate.
Il presidente ha definito la riunione interlocutoria e ha spiegato che la situazione attuale è sostanzialmente ferma. Ai partecipanti è stato chiesto di verificare esigenze e prospettive senza dare per scontata la realizzazione dell’interporto. Per questa ricognizione è stato fissato un termine di 15 giorni, al termine del quale la Provincia dovrà valutare come procedere e se esistano le condizioni per riaprire il dossier.