Giuseppe Festa, scrittore e divulgatore naturalista originario di Predore, ha trasformato il rapporto con l’ambiente in un percorso professionale fatto di musica, libri e documentari. Dopo la laurea in Scienze naturali, ha lavorato come educatore ambientale in una cooperativa bergamasca e ha scelto di lasciare Milano per trasferirsi sul lago d’Iseo, territorio al quale è legato anche attraverso la storia della sua famiglia.
La passione per la natura, racconta, nasce dall’esperienza di chi è cresciuto in città ma ha avuto la possibilità di conoscere un contesto diverso. Da qui l’impegno in progetti finalizzati a rafforzare il rapporto tra le persone e l’ambiente, nella convinzione che la conoscenza possa contribuire alla sua tutela. Il suo percorso è iniziato con la musica: con i Lingalad ha scritto un album ispirato al Signore degli Anelli e al valore evocativo dei paesaggi naturali.
Dai romanzi ai documentari
Nel 2010 Festa ha pubblicato il romanzo Il passaggio dell’orso, nato anche dall’esperienza maturata da ragazzo come volontario nel Parco nazionale d’Abruzzo. Il suo lavoro più recente è La danza del lupo, un thriller ambientato nei boschi dei Monti Sibillini. La presentazione è prevista a Bergamo il 30 settembre, alla libreria Fantasia di Borgo Santa Caterina.
Alla scrittura si è aggiunta negli anni l’attività audiovisiva. Il docufilm L’estate dell’Orsa Maggiore, premiato ai Globi d’Oro 2026, racconta le vicende di due cucciole di orso marsicano. La prima storia è quella di Morena, trovata orfana dieci anni fa nel Parco d’Abruzzo e affidata a una biologa che l’ha allevata seguendo un protocollo specifico, con l’obiettivo di evitare che sviluppasse confidenza con l’uomo.
Dopo la liberazione, Morena è stata uccisa sei mesi più tardi da alcuni cani da pastore, una delle cause di mortalità degli orsi in Abruzzo. Durante le riprese è stata trovata un’altra cucciola, Nina, sola ai margini di una strada. Il documentario ha seguito a distanza la sua crescita, utilizzando telecamere nascoste, fino alla liberazione avvenuta in inverno, prima di una forte nevicata. I suoi spostamenti sono tuttora monitorati attraverso un radiocollare.
La convivenza con i grandi predatori
Il film, diretto da Andrea D’Ambrosio, sarà presentato alla Conferenza internazionale sulla ricerca e la gestione degli orsi, a Pescasseroli. La prima proiezione ufficiale è prevista a Milano il 20 settembre, nell’ambito del Festival Visioni dal Mondo, al Teatro Litta. Festa ha partecipato alla scrittura del soggetto e della sceneggiatura, oltre a prendere parte alle riprese.
Le esperienze legate agli orsi e ai lupi sono anche al centro delle sue riflessioni sulla convivenza tra attività umane e fauna selvatica. Secondo Festa, la prevenzione è decisiva: recinti elettrificati, cani da guardiania adeguati e la presenza dei pastori al pascolo possono ridurre fino ad azzerare i danni provocati dagli animali. Per superare la paura verso i grandi predatori, aggiunge, è necessario un lavoro culturale rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Festa non sta lavorando a un nuovo libro, ma conserva diverse idee nate da un viaggio compiuto l’anno scorso in Europa. Con una chitarra e un cartello che invitava i passanti a raccontargli una storia invece di offrirgli denaro, ha raccolto testimonianze che potrebbero diventare in futuro un volume o un docufilm.