Il pratone di Pontida si prepara ad accogliere il raduno della Lega, ma alla vigilia l’appuntamento riflette le divisioni che attraversano il partito. Gli allestimenti sono in corso nell’area bergamasca, con 47 gazebo disposti ai lati dello spazio centrale, due grandi tendoni per il ristorante e gli interventi e nuove torri per gli amplificatori. Il palco abitualmente utilizzato non è disponibile perché occupato da un concerto e quello in fase di montaggio è più largo.
Durante i preparativi sono stati rimossi alcuni striscioni polemici comparsi nei giorni scorsi, tra cui quelli con le frasi "Salverdini traditore" e "Meno mojito, più treni". Sul palco, invece, lo slogan scelto per l’iniziativa sarà "Non passa lo straniero". Il raduno arriva in una fase delicata, segnata da discussioni interne e trattative per evitare che le contrapposizioni emergano durante gli interventi pubblici.
Due appuntamenti nello stesso luogo
Il segretario provinciale Fabrizio Sala ha definito l’incontro una festa di popolo, sostenendo che il confronto abbia riportato la manifestazione alle sue origini identitarie. Secondo Sala, le posizioni in campo non sarebbero così distanti e il confronto tra le diverse componenti dovrebbe consentire di trovare una soluzione condivisa. La giornata prevede tuttavia due iniziative distinte.
La prima è quella organizzata dai giovani, con la partecipazione annunciata dei ministri Giuseppe Valditara, Roberto Calderoli e Alessandra Locatelli, oltre a Matteo Salvini e al presidente del Veneto Alberto Stefani. È prevista anche la possibile presenza di Giancarlo Giorgetti. L’incontro si svolgerà nel tendone che lo scorso anno aveva ospitato una festa dedicata a Roberto Vannacci.
La seconda iniziativa è dedicata a Umberto Bossi, nel giorno in cui avrebbe compiuto 85 anni. L’appuntamento, indicato ufficialmente come "Pontida per la Pace", prevede la piantumazione di un ulivo nel parchetto Sole delle Alpi. In programma ci sono anche la partecipazione di Giuseppe Leoni, cofondatore della Lega, il canto del "Va’ pensiero", una messa in abbazia e la conclusione con l’invocazione allo Spirito Santo accompagnata dal canto "Vieni creator".
Volontari e militanti in arrivo
Gli organizzatori prevedono l’arrivo di oltre cento autobus, trenta dei quali dal Veneto con circa 1.500 persone, oltre a un treno speciale in partenza da Roma. Ai preparativi hanno partecipato più volontari del previsto, nonostante i timori legati alle tensioni della vigilia. Sono stati predisposti tre punti di ristoro, con 800 chili di cotechini, salumi, polenta, formaggi, cento fusti di birra e alcune proposte aggiuntive, tra cui cosce di rana fritte e casoncelli.
I primi partecipanti hanno già raggiunto l’area, anche se le tende sono meno numerose rispetto al passato. Tra i presenti prevalgono militanti di lunga esperienza e sostenitori di Salvini. Alcuni raccontano una trasformazione profonda del movimento, con una base più anziana e un coinvolgimento minore delle nuove generazioni. Francesco Castagneri, arrivato da Balme e presente alla manifestazione da 33 anni, ha riferito di aver discusso con alcuni militanti veneti sull’ipotesi di cambiare leadership.
Anche Marino Refosco, da Casale Monferrato, ha ricordato il proprio legame con la tradizione federalista della Lega, distinguendola dalle posizioni secessioniste delle origini. Angelo Cangini, arrivato da Roma, ha invece sottolineato il cambiamento delle priorità del partito, citando immigrazione e tasse. Nel frattempo, a Pontida proseguono gli ultimi lavori in vista degli appuntamenti e degli interventi previsti nella giornata del raduno.