Una donna italiana del 1991 è stata aggredita nella propria abitazione di Urgnano, nella Bassa Bergamasca, alla presenza del figlio di quattro anni. L’ex compagno, un cittadino marocchino del 1995, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Il bambino ha assistito alla scena ed è stato messo al sicuro da una vicina di casa.
I carabinieri sono intervenuti intorno all’una di notte di domenica 20 settembre, trovando la donna riversa a terra vicino all’ingresso dell’abitazione. Sul posto erano già presenti i sanitari, impegnati a prestarle le prime cure per le profonde ferite da taglio riportate durante l’aggressione.
Il soccorso e le condizioni della vittima
La donna è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice giallo. Le lesioni, multiple e penetranti, interessavano il collo, il torace e le braccia. Nelle ore successive le sue condizioni sono peggiorate, rendendo necessario il ricovero in Terapia intensiva. La prognosi è riservata e la paziente è in pericolo di vita.
Dai primi accertamenti eseguiti sulla scena e dalle testimonianze raccolte dai militari è emerso che l’aggressore avrebbe utilizzato una lama ricavata da un paio di forbici in acciaio. L’azione si è svolta davanti al figlio minore della coppia, che ha quattro anni. Una residente dello stesso stabile ha portato il piccolo nel proprio appartamento, sottraendolo alla situazione di pericolo, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Il bambino è stato poi affidato ai nonni materni.
Il fermo vicino al santuario
Dopo l’aggressione, l’uomo si è allontanato a piedi dall’abitazione. I carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo, a breve distanza, mentre si trovava seduto nei pressi di un santuario. Il 31enne non ha opposto resistenza e, secondo quanto riferito dagli investigatori, ha ammesso le proprie responsabilità. Aveva ancora tracce di sangue sulle mani e non presentava ferite.
Il sospettato era già indagato per rapina, lesioni personali e spaccio di stupefacenti. Inoltre, risultava destinatario di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che gli vietava di avvicinarsi alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio. Alle 2.30, considerata la gravità delle lesioni e l’idoneità dell’azione a provocare la morte, è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza per l’ipotesi di tentato omicidio. L’uomo è stato trasferito in carcere.