È ancora ricoverata in prognosi riservata la donna aggredita nella notte tra sabato e domenica a Cividate al Piano. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del gip Roberto Palermo, il suo ex compagno Yussef Ouriniche, 31 anni, l’avrebbe afferrata per il collo e colpita ripetutamente con un paio di forbici al collo, al torace e alle braccia. Una delle ferite al petto è risultata penetrante. Le sue condizioni, inizialmente gravissime, sono in leggero miglioramento.
La scena davanti al bambino
L’aggressione sarebbe avvenuta nell’abitazione della donna, davanti al figlio della coppia, un bambino di 4 anni. Una vicina ha assistito alla scena attraverso il vetro della propria casa e sarebbe intervenuta dopo aver attirato l’attenzione dell’uomo, riuscendo ad aprire la porta e a mettere in salvo il piccolo. Il bambino, secondo l’ordinanza, avrebbe assistito all’intera scena piangendo e urlando.
Per il gip, la presenza del figlio costituisce un’aggravante e dimostra una «preoccupante assenza di freni inibitori», oltre a una rilevante capacità aggressiva. La decisione di disporre la custodia cautelare in carcere è stata motivata anche dal pericolo «elevato» di recidiva. Le dichiarazioni raccolte dagli investigatori riferiscono che l’uomo avrebbe pronunciato frasi come «Ci ammazziamo, ci ammazziamo, oggi moriamo tutti» e «domani vado in galera».
Il precedente divieto di avvicinamento
Nell’ordinanza viene ricostruito anche un episodio precedente. Il 25 luglio, il tribunale per i minorenni aveva vietato a Ouriniche di avere contatti con il figlio e di avvicinarsi alla casa in cui il bambino vive con la madre. L’uomo ha spiegato che il provvedimento sarebbe legato ai suoi problemi di tossicodipendenza. Nonostante il divieto, la donna lo aveva ospitato, chiedendogli però di andarsene prima del rientro del figlio. Lui si sarebbe rifiutato, dicendole: «Senza di te non vivo, sei tutto per me». In quell’occasione erano intervenuti i carabinieri.
Per il giudice, i due episodi evidenziano un rapporto segnato da «possessività, incapacità di accettare la rottura della relazione ed escalation violenta». Dopo l’aggressione, le telecamere hanno ripreso l’uomo mentre si allontanava senza però fare molta strada. I carabinieri lo hanno trovato seduto su una panchina davanti al santuario, con le mani sporche di sangue. Ai militari avrebbe ammesso di essere stato lui a colpire la donna con le forbici.
Durante l’interrogatorio per la convalida dell’arresto, il 31enne ha riconosciuto i fatti e chiesto scusa, sostenendo però di essere stato provocato e insultato. Ha raccontato di essere passato casualmente vicino alla casa dell’ex compagna dopo aver incontrato un amico e di averla colpita con le forbici trovate a portata di mano, affermando di non ricordare altro. Per il gip, si tratta di una spiegazione dalla funzione «assolutoria», che non dimostrerebbe una piena assunzione di responsabilità. Nel suo passato risultano inoltre una condanna a due anni e due mesi per una rapina commessa nel 2024, un procedimento per lesioni del 2018 chiuso con l’assoluzione per tenuità del fatto, un furto nel 2025 e un avviso orale del questore per droga.