Scontro politico

A Bergamo la maggioranza si divide sul futuro di Orio

Sinistra Italiana sollecita un bilancio di metà mandato, ma gli alleati escludono crisi nella coalizione

A Bergamo la maggioranza si divide sul futuro di Orio

Il nuovo Piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio apre una frattura nel centrosinistra che governa Bergamo. Sinistra Italiana ha chiesto una verifica di metà mandato della maggioranza di Palazzo Frizzoni, dopo la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al documento elaborato su impulso dell’Enac per il Piano nazionale degli aeroporti.

La riunione non prevedeva un voto sul masterplan, ma un’informativa destinata a raccogliere indicazioni e suggerimenti in vista delle osservazioni che il Comune presenterà nel successivo dibattito pubblico. Al centro del confronto ci sono le prospettive di crescita dello scalo, con l’ipotesi di arrivare a 25 milioni di passeggeri l’anno entro il 2043, dopo un passaggio a 23,4 milioni previsto nel 2035, e investimenti quantificati in circa mezzo miliardo di euro.

Il nodo della sostenibilità

La sindaca Elena Carnevali e l’assessora all’Ambiente Oriana Ruzzini hanno ribadito che l’obiettivo prioritario resta la riduzione dell’impatto acustico. Carnevali ha indicato nella Valutazione di impatto ambientale il passaggio decisivo per verificare la compatibilità dei dati del piano con la zonizzazione e con la capacità del territorio di sostenere la domanda potenziale. Palazzo Frizzoni, ha assicurato, presenterà le proprie valutazioni in modo rigoroso, considerando gli aspetti sociali, ambientali e territoriali.

In aula è intervenuto anche Giovanni Sanga, presidente di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto. Sanga ha chiarito che i 25 milioni di passeggeri rappresentano una potenzialità stimata e non un obiettivo obbligatorio, un diritto acquisito o un’autorizzazione automatica. La crescita, ha sottolineato, dovrà essere valutata in rapporto alla capacità sostenibile dell’infrastruttura e del territorio.

Il voto sugli ordini del giorno

Il confronto politico si è riflesso nel voto sui 10 ordini del giorno. Tra i nove presentati dalle opposizioni è passato soltanto quello di Forza Italia, con alcune modifiche e grazie anche al sostegno di esponenti della maggioranza. È stato invece respinto il documento sottoscritto dagli altri capigruppo della coalizione, che ha raccolto il sostegno di Lega, Lista Pezzotta e Forza Italia, ma anche il voto contrario di Fratelli d’Italia e l’astensione di Gianluca Spitalieri della Lista Carnevali.

Sinistra Italiana ha definito sbagliato l’atto approvato e lo ha considerato distante dal programma elettorale, chiedendo una verifica di maggioranza in autunno e comunque entro la fine del 2026. Aldo Lazzari e Laura Brevi, della lista Futura-Avs-Oltre, hanno votato contro il documento della maggioranza, ma hanno escluso che il percorso comune sia in discussione.

La capogruppo del Pd Francesca Riccardi ha riconosciuto che il voto contrario non è stato indolore, attribuendo però la difficoltà a un problema interno a Sinistra Italiana e non alla tenuta della coalizione. Anche gli altri gruppi di maggioranza hanno ridimensionato l’ipotesi di una crisi, sostenendo che il Consiglio non abbia approvato direttamente il piano di sviluppo, ma fissato condizioni e paletti da rispettare. Dal fronte politico emerge così una convergenza parziale sull’esigenza di mitigare gli effetti dell’aeroporto, mentre resta aperto il confronto sulla sua possibile espansione.