Inchiesta giudiziaria

Laboratorio Pnrr mai realizzato a Bergamo, parla l’ingegnere

Amintore Fusco descrive dubbi, pressioni e documenti mancanti attorno all’intervento nell’ex caserma di via Carnovali

Laboratorio Pnrr mai realizzato a Bergamo, parla l’ingegnere

Amintore Fusco, ingegnere di 72 anni residente e attivo a Trescore Balneario, racconta il progetto per la realizzazione di laboratori nell’immobile di via Carnovali 84 a Bergamo, un intervento collegato ai finanziamenti del Pnrr e mai arrivato alla fase prevista. Il professionista era stato coinvolto da Daniele Nembrini, manager attualmente agli arresti domiciliari, per predisporre un progetto destinato alla fondazione JobsAcademy.

Il progetto rientra tra i capitoli della maxi-inchiesta della Guardia di finanza che ipotizza, tra l’altro, un possibile peculato legato a 258 mila euro di affitti che una fondazione avrebbe pagato con fondi pubblici a un’immobiliare riconducibile alla famiglia di Nembrini e della moglie Luisa Carminati. Attorno all’edificio di Bergamo, tuttavia, sarebbero ruotate risorse molto più consistenti.

I finanziamenti assegnati dal ministero

Secondo le tabelle del ministero dell’Istruzione, tra il 2022 e il 2023 alla fondazione JobsAcademy sarebbero stati assegnati 10.433.622,90 euro nell’ambito di due bandi per il potenziamento degli Its Academy, le scuole di alta specializzazione post diploma. Alla stessa fondazione risultano inoltre assegnati 19.848.848,96 euro di fondi Pnrr. Il totale indicato è quindi di oltre 30 milioni di euro, anche se le somme assegnate non coincidono necessariamente con quelle effettivamente erogate.

Fusco riferisce che il progetto di via Carnovali prevedeva un laboratorio dedicato alla digitalizzazione e alla transizione energetica. Un ulteriore intervento, per circa 2 milioni di euro, sarebbe stato collegato all’Accademia del Gusto di Calcio. L’ingegnere spiega di essersi occupato soltanto dello studio iniziale e di non sapere quanti finanziamenti siano stati effettivamente trasferiti né come siano stati utilizzati.

I dubbi sull’iter e i lavori fermi

Secondo il professionista, le difficoltà emersero quando gli fu comunicato che, nonostante i fondi fossero stati assegnati a JobsAcademy, il progetto sarebbe stato realizzato da Symphonia, società amministrata da Claudia Nembrini, sorella di Daniele e tra le persone indagate. Fusco iniziò a lavorare allo studio di fattibilità dell’intervento strutturale, al quale sarebbe dovuto andare il 30% dei fondi, ma decise di non proseguire.

Alla base della scelta, spiega, c’erano la mancanza dell’atto di proprietà dell’immobile e della verifica sismica. L’ingegnere riferisce inoltre di aver ricevuto un elenco di 34 codici identificativi di gara caricati sui portali di monitoraggio delle opere Pnrr, per un valore complessivo superiore a 8 milioni di euro. Trentatré affidamenti, inferiori alla soglia dei 220 mila euro, riguardavano le attrezzature; il trentaquattresimo, da 4,5 milioni, concerneva i lavori di ristrutturazione.

Quella procedura sarebbe stata aggiudicata a un’impresa di Verdello. Il cantiere, aperto alla fine del 2024, è stato successivamente smobilitato dopo i primi interventi e sarebbe rimasto fermo anche per problemi nei pagamenti. Fusco sostiene di essere stato sollecitato a firmare il Piano di fattibilità tecnica ed economica, documento necessario per procedere con l’appalto e con le erogazioni, ma di essersi rifiutato in assenza delle verifiche richieste.

Nel suo racconto, l’ingegnere descrive anche incontri con numerosi partecipanti durante i quali sarebbe stato chiesto di lasciare i telefoni all’ingresso. Fusco afferma che Nembrini si definiva founder e parlava del proprio ruolo con l’espressione io nomino e snomino. Dopo aver comunicato di voler procedere esclusivamente nel rispetto delle regole tecniche e documentali, il professionista riferisce di non aver più avuto contatti diretti con lui. Per l’attività svolta, aggiunge, avrebbe concordato un compenso ridotto, pagato soltanto per i primi tre mesi.