Martinengo ospita al Filandone la mostra A tavola d’argento. Rituali del convivio nell’Europa tra Seicento e Ottocento, allestita dal 25 settembre all’11 ottobre. L’esposizione propone una selezione di manufatti appartenenti alla Collezione Richiedei – Argenti Antichi ed è promossa dalla Pro Loco Martinengo Aps in collaborazione con la raccolta privata.
Il percorso riunisce oggetti utilizzati nella vita quotidiana e nelle occasioni di rappresentanza. Attraverso piatti, alzate, vassoi, teiere, caffettiere, zuccheriere, tankard, portauova, salsiere e candelabri, la mostra ricostruisce abitudini legate alla tavola e al consumo di bevande e alimenti, mettendo in evidenza le differenze tra le tradizioni del continente.
La Collezione Richiedei
I manufatti provengono dalla collezione costituita da Pietro Richiedei in oltre vent’anni di ricerca. La raccolta comprende complessivamente più di 1.300 pezzi, datati tra il Seicento, il Settecento e l’Ottocento. A Martinengo è presentata soltanto una parte dell’insieme, scelta per illustrare il rapporto tra gli oggetti d’argento, i rituali conviviali e la rappresentazione sociale.
La tavola costituisce il filo conduttore dell’esposizione. Ogni manufatto svolgeva una funzione precisa: servire una bevanda, presentare una pietanza, consentire il lavaggio delle mani, illuminare la mensa oppure accompagnare il consumo di zucchero, tè e caffè. L’argento emerge così non solo come materiale prezioso, ma anche come elemento visibile dello status e delle relazioni sociali.
Tecniche e tradizioni
Le opere documentano inoltre l’evoluzione delle tecniche di lavorazione, tra cui sbalzatura, cesellatura, incisione, traforo e doratura. Le diverse soluzioni decorative e materiche riflettono epoche e aree geografiche differenti, mostrando come gli stessi oggetti d’uso potessero assumere forme e caratteristiche diverse nelle varie tradizioni europee.
Tra i pezzi esposti al Filandone figura anche un grande tankard russo, indicato come il manufatto di maggior valore della mostra. Il recipiente era destinato al rito del bere e testimonia la rielaborazione, nell’argenteria russa, di modelli europei caratterizzati da una marcata ricchezza decorativa e materica. L’esposizione resterà aperta al pubblico nelle sale del Filandone fino all’11 ottobre.