Rassegna creativa

A Treviglio le cartoline d’artista di Gian Pietro Resmini

Oltre 500 autori hanno aderito al progetto nato dall’incontro con Cesare Zavattini.

A Treviglio le cartoline d’artista di Gian Pietro Resmini

Oltre 500 artisti hanno contribuito alla collezione di Gian Pietro Resmini, appassionato d’arte di Castel Rozzone che da più di trent’anni raccoglie opere realizzate su cartoline postali. Una selezione del fondo è stata esposta all’ufficio centrale delle Poste di Treviglio, in occasione della Giornata Mondiale della Posta.

Le opere hanno tutte lo stesso formato, 15 per 10 centimetri, perché la cartolina diventa il supporto diretto dell’intervento artistico. Tra i nomi presenti figurano Trento Longaretti, Ugo Riva, Sergio Battarola, Callisto Gritti, Aldo Mondino, Luciano Minguzzi ed Emilio Tadini. La raccolta comprende anche contributi internazionali di Costas Tsoclis, Rudolf Mumprecht, Jean Jacques Lebel e Antony Gormley.

Un progetto nato dalla mail-art

La collezione si inserisce nella tradizione della mail-art, forma espressiva sviluppata negli anni Sessanta da Ray Johnson, protagonista della pop art. Il movimento si fonda sullo scambio di opere attraverso il servizio postale e sulla possibilità di trasformare lettere e cartoline in strumenti di relazione e produzione artistica.

Resmini racconta di essersi avvicinato a questa esperienza dopo l’incontro con lo scrittore e sceneggiatore Cesare Zavattini, che possedeva una raccolta di opere di piccolo formato. Da quella suggestione nacque l’idea di chiedere agli artisti di utilizzare una cartolina postale come tela, inviandola già affrancata insieme alla lettera di richiesta.

Il primo artista a rispondere fu il pittore Eduardo Arroyo. Da allora Resmini ha spedito 3.500 cartoline e ha ricevuto contributi da oltre 500 artisti. Se inizialmente era lui a cercare i destinatari, oggi sono sempre più spesso gli autori a contattarlo, conoscendo la finalità esclusivamente didattica della raccolta e il fatto che le opere non sono in vendita.

La lettera di Christo resta chiusa

Tra i documenti che Resmini considera più significativi c’è una lettera arrivata da New York da Christo, l’artista della land art che nel 2016 aveva realizzato sul lago d’Iseo l’opera The Floating Piers. La missiva risale al 2020, quando l’artista era già malato e poco dopo sarebbe scomparso. Resmini ha scelto di non aprirla: la lettera viene quindi esposta ancora chiusa, insieme alle cartoline che compongono la collezione.