Crisi domestica

Sette ore di trattativa a Scanzorosciate, poi depone la pistola

L’uomo, seguito dai militari, ha accettato il trasferimento presso l’ospedale di Alzano; nessun ferito

Sette ore di trattativa a Scanzorosciate, poi depone la pistola

Sono durate oltre sette ore le operazioni per convincere un artigiano edile di 58 anni a lasciare l’arma e ad affidarsi ai soccorritori. L’uomo si era chiuso nella sua abitazione di Scanzorosciate, minacciando di togliersi la vita. La vicenda si è conclusa senza feriti, con il suo accompagnamento all’ospedale di Alzano.

L’allarme lanciato dall’ex moglie

A far scattare l’intervento è stata l’ex moglie, che aveva avuto un contatto telefonico con l’uomo e aveva compreso dalle sue parole la gravità della situazione. La donna ha raggiunto la villetta di via Monte Grappa, dove ha trovato l’ex marito con una pistola regolarmente detenuta per motivi sportivi. Dopo averlo visto armato e intenzionato a farla finita, ha chiamato il 112 e il 118.

Sul posto sono arrivati una pattuglia dei carabinieri della Tenenza di Seriate, un’ambulanza del servizio Only di Bollate, in quel periodo di supporto ad Areu Bergamo, e una squadra dei vigili del fuoco. L’ex moglie è stata fatta uscire dall’abitazione, mentre via Monte Grappa è stata chiusa. Un ulteriore sbarramento ha interessato via Monte San Michele, nel tratto vicino al campo da calcio dell’oratorio e alla chiesa.

Il negoziato dentro l’abitazione

Alle 16 un carabiniere della pattuglia è entrato nella casa e ha iniziato a parlare con l’uomo. Il militare è rimasto con lui per tutta la durata della trattativa, cercando di calmarlo e di convincerlo a rinunciare al proposito suicida. All’esterno sono arrivate altre pattuglie del Reparto operativo, del Nucleo investigativo e della Compagnia di Bergamo, oltre agli specialisti nelle situazioni di questo tipo.

Per l’intera operazione i militari presenti all’esterno hanno indossato i giubbotti antiproiettile. La strada è stata isolata per consentire lo svolgimento in sicurezza dei soccorsi e delle trattative. Sul posto è passato anche il sindaco di Scanzorosciate, Paolo Colonna. Nel frattempo, da Brescia, sono arrivati i carabinieri dell’Aliquota di pronto intervento, chiamati a proteggere il collega e il negoziatore dell’Arma.

La fase più delicata è iniziata alle 19.30, quando nella casa è entrato il militare addestrato alla negoziazione. All’esterno è stata predisposta anche una barella. L’uomo non ha mai rivolto minacce alle persone presenti, continuando però a manifestare la volontà di uccidersi.

Alle 23.30 ha infine deciso di arrendersi. Ha deposto la pistola e si è avvicinato al carabiniere rimasto con lui fin dal pomeriggio e al negoziatore. I militari del primo intervento hanno messo in sicurezza la stanza e l’arma, mentre gli operatori del 118 hanno verificato le sue condizioni. L’uomo ha quindi accettato di essere accompagnato all’ospedale di Alzano. Nessuno è rimasto ferito.