Luoghi di culto

Moschea a Bergamo, la Lega chiede chiarezza alla giunta

Il Centro islamico valuta l’addio a via Cenisio, ma negli uffici municipali non risultano pratiche depositate.

Moschea a Bergamo, la Lega chiede chiarezza alla giunta

La possibile realizzazione di una nuova moschea a Bergamo riapre il confronto politico in città. A sollecitare la giunta guidata da Elena Carnevali è il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Alessandro Carrara, dopo le dichiarazioni rilasciate al Corriere da Mohamed Saleh, presidente onorario del Centro islamico bergamasco.

Saleh ha spiegato che la comunità sarebbe pronta a lasciare la sede di via Cenisio, utilizzata da circa 25 anni, perché gli spazi non risponderebbero più alle esigenze di una popolazione musulmana cresciuta nel tempo. Secondo quanto riferito dal presidente onorario, le risorse economiche per costruire un luogo di culto più ampio sarebbero disponibili attraverso l’Ucoii, con una somma indicata in 3,5 milioni di euro.

Le criticità segnalate dalla Lega

Carrara ha collegato l’ipotesi della nuova struttura alle condizioni degli attuali luoghi di preghiera. Il consigliere ha citato le situazioni presenti a Boccaleone, alla Malpensata e in via Cenisio, nella zona di Borgo Palazzo, sostenendo che da anni pongono questioni legate a sicurezza, viabilità e parcheggi, oltre a incidere sui rapporti con i residenti.

Nel suo intervento, il capogruppo leghista ha riconosciuto il principio della libertà religiosa, ma ha definito non risolutive le sistemazioni considerate precarie o difficili da gestire. Carrara ha inoltre commentato le parole di Saleh sulla partecipazione delle donne alla vita del Centro islamico. Il presidente onorario aveva spiegato che le donne frequentano meno la struttura, anche perché non avrebbero l’obbligo della preghiera in moschea e si occuperebbero soprattutto della casa e dei figli.

La richiesta alla giunta

Su questo punto Carrara ha chiesto che il tema dell’integrazione venga accompagnato da un confronto sui principi di parità tra uomini e donne. Secondo il consigliere, il riconoscimento di nuovi spazi per la comunità musulmana dovrebbe procedere insieme alla promozione dei valori fondamentali della società.

La parte centrale della presa di posizione riguarda però le scelte urbanistiche e politiche dell’amministrazione. Nel precedente mandato erano state individuate, attraverso il Piano di governo del territorio, quattro aree destinate a possibili luoghi di culto. Carrara domanda quindi se la giunta Carnevali stia valutando concretamente la costruzione di una grande moschea e invita l’amministrazione a chiarire la propria posizione.

Al momento, tuttavia, non risultano progetti ufficialmente presentati in Comune. Le modifiche al Pgt e l’indicazione delle quattro aree non si sono dunque ancora tradotte, sulla base delle informazioni disponibili, in una pratica relativa alla realizzazione della nuova struttura. Il confronto resta quindi aperto sul piano politico, mentre la comunità islamica non ha formalizzato l’intervento presso gli uffici municipali.