Ad Alzano Lombardo prende il via la demolizione dell’ex Zerowatt, l’area industriale abbandonata da 26 anni e destinata a una nuova fase di riqualificazione. L’intervento sarà realizzato dall’Impresa Bergamelli, che ha acquisito il sito, e inizierà lunedì 26 ottobre con le attività di bonifica e demolizione delle strutture esistenti.
L’avvio dei lavori sarà segnato da una cerimonia non convenzionale, definita una «pinzata» al posto del tradizionale taglio del nastro. L’iniziativa, denominata Zero.O, prevede anche una performance dello scultore Francesco Lussana, che all’inizio degli anni Settanta aveva lavorato proprio nello stabilimento di Alzano.
La memoria dello stabilimento
Lussana entrò nella fabbrica nel 1974, quando aveva 15 anni. In quel periodo, ha ricordato, lo stabilimento occupava circa 400 persone provenienti dai paesi vicini e arrivava a produrre 600 lavatrici al giorno. La fabbrica rappresentava quindi un punto di riferimento per l’economia e per la vita sociale della comunità, oltre a essere legata alla storia industriale del territorio bergamasco.
La demolizione arriva dopo un lungo periodo di abbandono e degrado. L’obiettivo dichiarato è recuperare gli spazi senza cancellare la memoria del sito, restituendoli allo stesso tempo a una nuova funzione urbana. Una volta completate la demolizione e la pulizia dell’area, sarà avviata la progettazione urbanistica del nuovo comparto.
Il nuovo comparto produttivo
Il progetto prevede la realizzazione di un’area dedicata all’artigianato leggero, con l’intento di favorire l’insediamento di nuove attività e creare opportunità di lavoro. La trasformazione interesserà uno dei principali luoghi della storia produttiva di Alzano Lombardo, in un passaggio che punta a coniugare recupero urbano e nuove prospettive economiche.
Il sindaco Camillo Bertocchi ha definito l’avvio dell’intervento un momento di svolta per la città. Nel 2025, con l’approvazione del Piano di governo del territorio, era stata prevista la demolizione delle strutture abbandonate entro un anno dall’entrata in vigore delle nuove norme urbanistiche. Per l’amministrazione, la Zerowatt resta parte dell’identità industriale locale, ma il recupero dell’area rappresenta ora l’occasione per guardare al futuro e restituire alla comunità spazi a lungo inutilizzati.