Cerimonia solenne

L’Università di Bergamo apre l’anno tra inclusione e caro affitti

Amoroso richiama gli articoli 3 e 34, mentre la Consulta denuncia costi abitativi e pressione turistica

L’Università di Bergamo apre l’anno tra inclusione e caro affitti

L’Università degli studi di Bergamo ha inaugurato il 58esimo anno accademico con una cerimonia nell’Aula Magna alla presenza del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, della sindaca Elena Carnevali, della vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, dell’ambasciatrice dell’India in Italia Vani Rao e dei rappresentanti dell’ateneo. Al centro degli interventi, il ruolo dell’istruzione, l’internazionalizzazione e le difficoltà vissute dagli studenti nella città.

Rivolgendosi agli iscritti, Amoroso ha richiamato il legame tra l’articolo 3 della Costituzione, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli alla piena uguaglianza, e l’articolo 34, che tutela il diritto allo studio anche per chi parte da condizioni economiche svantaggiate. Il presidente della Consulta ha definito l’istruzione un motore dell’eguaglianza sostanziale e ha invitato gli studenti a essere ambiziosi, tenaci, resilienti, generosi e rispettosi.

Internazionalizzazione e nuovi spazi

Il tema dell’apertura internazionale è stato ripreso dal rettore Sergio Cavalieri, che ha ricordato la presenza di studenti provenienti da oltre 100 Paesi. Tra gli obiettivi indicati figurano l’ampliamento dell’offerta in lingua inglese, l’introduzione di nuovi doppi titoli e il rafforzamento delle collaborazioni con atenei stranieri. L’ambasciatrice Vani Rao ha inoltre annunciato l’intenzione del governo indiano di istituire a Bergamo una cattedra dedicata all’India, con un accademico incaricato di tenere corsi.

Secondo il rettore, l’accoglienza degli studenti internazionali richiede anche residenze, servizi e strutture adeguate. Per questo l’ateneo punta a quadruplicare i posti letto e ha richiamato i cantieri dei campus di Montelungo-Colleoni e di via Statuto, il Centro sportivo Loreto appena inaugurato e un nuovo polo previsto per il prossimo anno nel campus di via Statuto.

Nel corso della cerimonia è stato affrontato anche il rapporto tra università e sistema produttivo. Licia Ronzulli ha sottolineato il contributo dell’ateneo alla conoscenza e all’innovazione del territorio. Marina Margheron, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, ha invece evidenziato una crescita del personale del 19% in tre anni, giudicandola positiva ma ancora insufficiente a colmare una carenza strutturale. A pesare, ha spiegato, sono anche le riorganizzazioni interne e livelli retributivi tra i più bassi della pubblica amministrazione.

Il nodo degli affitti

La presidente della Consulta degli studenti Giorgia Morotti ha concentrato il proprio intervento sulle condizioni di vita degli universitari e sulla pressione esercitata dalla ricerca di prestazioni e risultati continui. Ha criticato l’idea che ogni giornata debba essere produttiva e ha sostenuto che la semplice vicinanza agli studenti non sia sufficiente se non cambia il meccanismo che alimenta la competizione per borse, posti e alloggi.

Morotti ha quindi denunciato l’aumento del costo della vita a Bergamo, collegandolo anche all’overtourism e alle speculazioni sul mercato immobiliare. La richiesta della Consulta è di rendere residenze e alloggi accessibili una priorità condivisa, perché il diritto allo studio, ha sostenuto, comincia dalla possibilità concreta di abitare nella città in cui si frequentano i corsi.