Dopo i fischi

Atalanta, la corsa non basta: Sarri chiede un altro calcio

Il pari con il Frosinone riaccende il confronto su impegno, idee tattiche e numerosi infortuni

Atalanta, la corsa non basta: Sarri chiede un altro calcio

Il pareggio per 4-4 contro il Frosinone ha lasciato spazio alla contestazione dei tifosi dell’Atalanta, che al termine della gara hanno rivolto fischi e cori alla squadra. La protesta, arrivata dopo 97 minuti di sostegno dagli spalti, è stata interpretata come una richiesta di maggiore carattere e di una reazione all’avvio di stagione. Se il malcontento era rivolto al rendimento complessivo della squadra, il segnale appare comprensibile; diverso è il giudizio sulla prestazione offerta nell’ultima partita.

Contro il Frosinone, infatti, i nerazzurri hanno messo in campo impegno e intensità fino a quando le energie lo hanno consentito. La partita è stata caratterizzata da un ritmo elevato e da un equilibrio tattico molto fragile, con 43 tiri in 60 minuti effettivi. Il risultato e l’andamento della gara hanno prodotto un disordine difficile da ricomporre, ma non una prova caratterizzata dalla scarsa volontà dei giocatori.

Una squadra ancora dalla parte dell’allenatore

I numeri della gara sembrano escludere l’ipotesi di una squadra intenzionata a remare contro il tecnico. L’Atalanta ha percorso 121 chilometri, più del Frosinone, e ha fatto registrare un numero di sprint superiore a quello di un avversario abituato a puntare sull’aggressività. Il dato pesa ancora di più considerando che i bergamaschi erano scesi in campo appena 66 ore prima ad Amsterdam.

A complicare ulteriormente la situazione sono state le assenze. L’Atalanta ha affrontato la gara con sette giocatori indisponibili, diventati otto dopo l’infortunio di Bellanova, tra i più positivi in questa prima parte di stagione. Il calendario ravvicinato e i numerosi problemi muscolari hanno ridotto le alternative a disposizione, rendendo ancora più difficile sostenere il ritmo richiesto.

Il percorso con Sarri continua

La posizione di Maurizio Sarri non appare in discussione. La società ha scelto in estate di cambiare impostazione tecnica, affidandosi a un nuovo direttore tecnico e all’allenatore per avviare un percorso diverso. Un esonero interromperebbe una strategia già modificata più volte negli ultimi mesi e, secondo questa lettura, non rappresenterebbe la direzione scelta dalla proprietà.

Il nodo riguarda piuttosto la capacità del gruppo di comprendere e applicare le richieste del tecnico. Sarri ha già modificato il modulo, passando al 4-2-3-1, e ha spostato De Ketelaere dalla fascia alla trequarti. Potrebbero però servire ulteriori adattamenti, come il ricorso al gioco lungo nelle situazioni più difficili o un approccio iniziale più aggressivo: soluzioni che avrebbero potuto evitare, per esempio, il pasticcio costato lo 0-1 dopo appena 27 secondi.

Il lavoro dovrà riguardare anche la gestione della condizione fisica. Gli infortuni muscolari sono frequenti nelle squadre impegnate in Europa, ma il loro peso sta limitando le possibilità dell’Atalanta. Il percorso intrapreso non prevede ripensamenti immediati: la squadra dovrà assimilare le idee di Sarri, mentre il tecnico dovrà valutare quanto adattarle alle caratteristiche dei giocatori. Con la riapertura del mercato tra due mesi, chi non si riconoscerà nel nuovo progetto potrebbe essere chiamato a fare una scelta.