Formazione giudiziaria

Due corsi a Bergamo contro la violenza di genere

L’Ateneo prepara professionisti per perizie e procedimenti familiari; in Sant’Agostino una mostra raccoglie gli impegni condivisi.

Due corsi a Bergamo contro la violenza di genere

All’Università degli Studi di Bergamo la prevenzione della violenza di genere passa anche dalla formazione specialistica. Il tema è al centro della mostra itinerante Generazione Rispetto: adesso tocca a noi, allestita fino al 30 ottobre negli spazi di Sant’Agostino.

L’esposizione raccoglie totem e pannelli dedicati alla Carta degli impegni, elaborata dagli studenti insieme alle operatrici dei centri antiviolenza lombardi. Il documento è stato condiviso tra le università che partecipano al progetto e propone una riflessione sul ruolo della formazione e della responsabilità collettiva nel contrasto alla violenza di genere.

La preparazione per i procedimenti civili

Accanto alla sensibilizzazione, l’ateneo ha attivato il corso Dinamiche relazionali e prevenzione della violenza, inserito nella laurea magistrale in Psicologia della salute nei contesti sociali. L’insegnamento fornisce strumenti per la valutazione nei procedimenti civili riguardanti situazioni di violenza ed è aperto anche agli uditori, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla preparazione specialistica.

A febbraio partirà inoltre un corso di perfezionamento dedicato alla valutazione dell’idoneità genitoriale nei procedimenti in cui vengono formulate allegazioni di violenza. L’iniziativa punta a rafforzare le competenze dei professionisti chiamati a operare in ambito familiare e giudiziario.

Il ruolo dei consulenti nei tribunali

La giudice civile Veronica Marrapodi ha richiamato gli effetti della riforma Cartabia, che richiede competenze specifiche per chi svolge perizie e indagini nei procedimenti familiari con allegazioni di violenza. Secondo il rapporto Grevio 2025, però, il 90% dei tribunali non dispone di elenchi di consulenti tecnici formati su questo tema.

Marrapodi ha inoltre segnalato la permanenza, nelle aule giudiziarie, di pregiudizi e stereotipi nei confronti delle donne. In questo contesto, i corsi dell’Università di Bergamo mirano a preparare professionisti in grado di contribuire a una valutazione più adeguata dei casi.

Anche Gabriele Cortesi, presidente della rete antiviolenza bergamasca dell’area est, ha sottolineato la necessità di intervenire su più fronti. Tra le priorità indicate figurano il reperimento di lavoro e alloggi per le vittime, oltre alla formazione nei settori della giustizia e della sanità. Per Cortesi, una maggiore professionalizzazione può favorire risposte più efficaci.