La possibilità di un insediamento per l’elaborazione e l’archiviazione di dati nella frazione di Vidalengo ha acceso il dibattito nel Consiglio comunale di Caravaggio. Al centro della discussione c’è l’ipotesi di una struttura da 300 megawatt, la cui possibilità di allacciamento alla rete elettrica risulta valutata positivamente nell’archivio online di Terna, società che gestisce la rete nazionale.
Il sindaco Claudio Bolandrini ha però chiarito che, al momento, non esiste un progetto formalmente depositato in municipio. La questione è stata sollevata dal gruppo del Partito democratico attraverso una mozione illustrata dal capogruppo Enrico Premoli, che ha chiesto informazioni sugli eventuali contatti tra l’amministrazione e il soggetto interessato allo sviluppo dell’area.
Gli atti esaminati dal Comune
Secondo la ricostruzione fornita dal primo cittadino, il primo documento ufficiale risale al 14 gennaio e riguarda una proposta preliminare di piano attuativo finalizzata alla ricomposizione fondiaria. In quel testo, ha precisato Bolandrini, non si faceva riferimento a un data center. Un secondo passaggio, datato 10 febbraio, ha invece portato la proposta davanti al collegio di valutazione del piano attuativo, l’organismo incaricato di verificarne la conformità alle previsioni del Piano di governo del territorio.
In quella sede, ha spiegato il sindaco, il soggetto proponente avrebbe sottoposto verbalmente agli uffici tecnici l’eventualità di destinare l’area a una struttura di questo tipo. Il collegio ha quindi rinviato al quadro normativo regionale e ha chiesto approfondimenti su alcuni aspetti considerati sensibili: consumo idrico, calore disperso e inserimento paesaggistico. Le richieste sono state trasmesse al privato il 12 febbraio, ma finora non sarebbe arrivata una risposta.
Il confronto politico
Bolandrini ha ribadito che la valutazione preliminare rappresenta un atto tecnico e non un’accettazione politica dell’intervento. Non comporterebbe, inoltre, alcun vincolo per le decisioni future dell’amministrazione. Il sindaco ha respinto anche l’ipotesi di avviare studi autonomi sul possibile insediamento, sostenendo che l’impatto ambientale dovrà essere valutato da Provincia e Regione nel caso in cui un progetto venga effettivamente presentato.
Durante il dibattito, il primo cittadino ha ricordato che la destinazione urbanistica dell’area è prevista da 16 anni e che il Partito democratico, negli anni in cui era in maggioranza, non ne avrebbe chiesto la modifica. La consigliera dem Ilaria Bena ha replicato richiamando le scelte compiute in passato dall’amministrazione, tra cui lo stop all’interporto e al progetto logistico Kilometro Verde. Il confronto resta quindi aperto, mentre il Comune attende eventuali sviluppi formali da parte del soggetto privato.