Ordine pubblico

Stop al corteo studentesco: Bergamo impone presidio statico

La Questura richiama le regole dopo i disordini del 17 ottobre; nel pomeriggio previsto il percorso dell’Usb.

Stop al corteo studentesco: Bergamo impone presidio statico

La Questura di Bergamo ha disposto che la manifestazione studentesca in programma nella mattinata del 30 ottobre 2026 si svolga come presidio statico, senza corteo. Gli studenti convocati dall’Opposizione studentesca d’alternativa, insieme ad altre associazioni, dovranno quindi rimanere nel piazzale Marconi, davanti alla stazione ferroviaria, senza proseguire lungo le vie cittadine.

L’iniziativa è stata organizzata a partire dalle 9 per contestare il carovita, le speculazioni e le spese militari e per rivendicare maggiori risorse per salari, sanità e scuola. Osa aveva annunciato sui social l’intenzione di svuotare le scuole durante la mattinata e di partecipare nel pomeriggio alla mobilitazione promossa dall’Unione sindacale di base contro il riarmo e la precarietà.

La prescrizione della Questura

Il divieto di trasformare il presidio in un corteo, spiegano dalla Questura, era già stato comunicato agli studenti il 17 ottobre per ragioni di pubblica sicurezza. In quell’occasione, tuttavia, la prescrizione non sarebbe stata rispettata da un gruppo di circa 200 ragazzi, dopo i disordini avvenuti in città. Gli episodi, secondo quanto riferito, erano stati innescati da alcune frange staccatesi dal gruppo principale dei manifestanti.

La decisione ha suscitato la contestazione di Sinistra Italiana. Alfredo Di Sirio ed Elisabetta Maffioletti, della segreteria provinciale, hanno definito la misura una scelta «miope e pericolosa» e hanno chiesto alle forze politiche, alle realtà civiche e alle istituzioni locali di esprimere contrarietà e di sollecitare una revisione del provvedimento. Secondo i due esponenti, la limitazione non affronterebbe le ragioni del disagio giovanile e rischierebbe di restringere gli spazi democratici.

Critiche sono arrivate anche da Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e da Aaron Cortiana, dei Giovani Comunisti Bergamo. I due hanno contestato le misure preventive e le perquisizioni svolte nei confronti dei minorenni coinvolti nei disordini del 17 ottobre, sostenendo che le richieste degli studenti dovrebbero essere ascoltate senza comprimere la partecipazione democratica.

La mobilitazione del pomeriggio

Al presidio del mattino parteciperanno anche i sindacati di base, che hanno annunciato la volontà di sostenere gli studenti e di monitorare lo svolgimento dell’iniziativa. L’Usb tornerà poi in piazza alle 17 per lo sciopero generale, con una manifestazione autorizzata a muoversi in corteo.

Il percorso pomeridiano partirà da viale Papa Giovanni, proseguirà verso via Paglia, tornerà in centro e si concluderà in piazza Vittorio Veneto. Anche per questa manifestazione sono state fissate alcune prescrizioni: i partecipanti non potranno mascherarsi per rendersi irriconoscibili né utilizzare articoli pirotecnici o altri oggetti potenzialmente pericolosi.