Prevenzione urbana

Sei minorenni indagati per gli scontri del 17 ottobre a Bergamo

Perquisiti abitazioni e dispositivi: ai ragazzi, tra 14 e 17 anni, vengono contestati travisamento e lancio di oggetti

Sei minorenni indagati per gli scontri del 17 ottobre a Bergamo

Sono sei i minorenni indagati per i disordini avvenuti nel centro di Bergamo il 17 ottobre, durante una manifestazione studentesca. I ragazzi, di età compresa tra 14 e 17 anni e residenti in diversi comuni della provincia, sono stati identificati nell’ambito delle indagini della Questura sugli scontri.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, circa 200 partecipanti si erano radunati per la manifestazione. Un gruppo di giovani, in gran parte vestiti di nero e con abiti che ne rendevano difficile il riconoscimento, si sarebbe separato dal corteo principale iniziando a muoversi autonomamente. Durante i disordini sarebbero stati danneggiati cestini e pali stradali e contro gli agenti sarebbero stati lanciati sassi di grosse dimensioni, petardi e altri oggetti contundenti.

Le perquisizioni della Digos

Ieri mattina la Digos della Questura di Bergamo, insieme al personale del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Lombardia e alla Digos di Brescia, ha perquisito i sei giovani e le loro abitazioni. Le attività sono state eseguite su delega della Procura per i minorenni di Brescia, che ha notificato agli interessati gli avvisi di garanzia.

Gli investigatori hanno esaminato anche telefoni cellulari e computer, verificando eventuali comunicazioni scambiate attraverso chat e altri dispositivi. L’identificazione dei ragazzi è stata possibile inoltre grazie all’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza presenti in città e delle riprese realizzate dagli operatori della Polizia scientifica.

A tutti viene contestato il reato di travisamento. Tre sono accusati anche di avere lanciato oggetti pericolosi durante la manifestazione; per uno viene ipotizzata la resistenza a pubblico ufficiale e per un altro il blocco stradale. I provvedimenti riguardano un gruppo distinto dai sette minorenni già denunciati nelle ore successive agli scontri e dai due maggiorenni arrestati durante i disordini: un 35enne pachistano, finito in carcere, e un 19enne originario del Senegal, sottoposto ai domiciliari a Filago.

Le misure del questore

Nei confronti dei sei minorenni il questore Vincenzo Nicolì ha emesso altrettanti Dacur, il cosiddetto Daspo urbano. I provvedimenti vietano di stazionare o accedere ad alcune aree considerate sensibili, tra cui l’asse compreso tra Porta Nuova e piazzale Marconi, la zona della stazione ferroviaria e quella delle pensiline delle Autolinee. È consentito soltanto il passaggio necessario per raggiungere la scuola.

Per tre ragazzi è stato notificato anche l’avviso orale del questore. La Divisione Anticrimine ha motivato le misure richiamando elementi ritenuti indicativi di pericolosità sociale e precedenti di polizia collegati a episodi di microcriminalità urbana. I nuovi provvedimenti si aggiungono agli otto Dacur, ai due fogli di via obbligatori dal territorio comunale e ai tre avvisi orali già adottati la settimana precedente.

La Divisione Anticrimine ha infine trasmesso una segnalazione al Tribunale di sorveglianza di Brescia riguardante un uomo residente a Bergamo, affidato in prova al servizio sociale. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe pubblicato su Instagram contenuti ritenuti gravemente ingiuriosi e denigratori nei confronti delle forze dell’ordine durante il dibattito seguito agli scontri.