Il Comune di Bonate Sopra introduce la cosiddetta parità toponomastica. L’obiettivo è dedicare alle donne tutte le nuove strade, piazze e strutture pubbliche realizzate in paese, fino a raggiungere una presenza femminile pari al 50% nelle intitolazioni complessive. La proposta è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale durante la seduta di giovedì sera.
Il divario nelle intitolazioni
L’iniziativa nasce da una ricognizione condotta sul patrimonio toponomastico locale. Su 65 vie dedicate a personaggi illustri, l’88% porta il nome di un uomo. Il dato sale al 100% quando si considerano le strutture pubbliche. La nuova regola non prevede la modifica delle intitolazioni esistenti, ma stabilisce un criterio per le opere e gli spazi che saranno realizzati in futuro.
A promuovere il progetto è stato Gabriele Rosa, assessore alla Cultura, Ecologia e Comunicazione, che assumerà anche la delega alle Pari opportunità. La scelta di affidare l’incarico a un uomo è stata motivata dallo stesso amministratore con la necessità di considerare le tematiche di genere come una responsabilità condivisa. Secondo Rosa, il riequilibrio delle intitolazioni rappresenta uno strumento per dare maggiore visibilità alle figure femminili nella memoria collettiva.
Le prime applicazioni
La parità onomastica sarà applicata già al nuovo parco con palestra all’aperto di via San Francesco, la cui inaugurazione è prevista entro la fine dell’anno. Per la palestra l’amministrazione dovrà individuare il nome di una sportiva scomparsa da almeno dieci anni, secondo il criterio indicato dal sindaco Matteo Rossi.
Un’altra intitolazione femminile è già stata assegnata al nuovo centro anziani, dedicato a Ines Mangili, descritta dal sindaco come una storica volontaria. Anche il prossimo Ecocalendario comunale, dedicato alla raccolta differenziata, sarà incentrato su donne illustri.
Rossi ha collegato il provvedimento alle iniziative dell’amministrazione sui diritti, sulla parità e sul contrasto alla violenza di genere. Il Comune, ha spiegato, partecipa inoltre agli appuntamenti del Pride e di Non una di meno. Per l’amministrazione locale, le nuove intitolazioni hanno quindi un valore sia concreto sia simbolico: non cancellano la memoria già presente, ma intendono affiancarle figure femminili legate alla storia del Paese e delle comunità.