Ricambio in divisa

Padre in pensione, figlio poliziotto: ultimo turno a Orio

Dopo 35 anni tra scali italiani, Luca e Valerio hanno condiviso il servizio ai controlli frontalieri.

Padre in pensione, figlio poliziotto: ultimo turno a Orio

Un padre che conclude la carriera nella Polizia di Stato e un figlio che muove i primi passi nella stessa professione. È la storia di Luca Sparagna e Valerio, che si sono incontrati in servizio all’Ufficio di Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Orio al Serio. Il 4 novembre hanno lavorato insieme nel turno dalle 7 alle 13, nello stesso reparto e dietro il medesimo box dei controlli dei passaporti.

Per permettere ai due di condividere l’ultima parte della carriera di Luca, il poliziotto è stato aggregato temporaneamente alla Polaria di Orio al Serio. Dopo aver prestato servizio per anni negli aeroporti di Roma, ha raggiunto Bergamo per lavorare accanto al figlio, impegnato nelle prime settimane del suo percorso professionale. Il turno comune ha rappresentato così un momento significativo per entrambi, senza modificare la normale attività dello scalo.

Una carriera iniziata quasi per caso

Nato a Nettuno l’8 gennaio 1967 e diplomato in ragioneria, Luca aveva svolto il servizio militare tra il 1987 e il 1988. Proprio in quel periodo aveva saputo del concorso per allievi agenti, dopo aver visto un commilitone compilare la domanda. Decise di partecipare e superò la selezione. Il 28 gennaio 1991 iniziò il 126° corso alla scuola allievi agenti di Trieste.

La sua carriera è proseguita alla Questura di Milano, dove ha lavorato nei posti fissi, nella Volante e nel Nucleo Scorte. Nel dicembre 1993 è stato trasferito alla Polaria di Fiumicino, occupandosi di sicurezza aeroportuale, mentre nel maggio 1997 è arrivato alla Polaria di Ciampino. In totale, il suo servizio nella Polizia di Stato è durato 35 anni, fino all’ultimo incarico condiviso con il figlio.

Il lavoro osservato fin da bambino

Valerio è cresciuto osservando l’attività del padre. Da bambino giocava con i modellini degli aerei e con le automobiline della polizia, arrivando a chiedere di indossare la divisa paterna quando ancora gli era troppo grande. Quello che inizialmente sembrava un gioco si è trasformato con il tempo in un desiderio e poi in una scelta professionale.

Durante il turno all’aeroporto, i viaggiatori hanno continuato a mostrare i documenti e a proseguire verso i gate. Dietro il vetro del controllo passaporti, però, si è svolto l’incontro tra l’esperienza del padre e l’inizio del percorso del figlio. Luca ha passato a Valerio il passaporto di un viaggiatore, in un gesto semplice che ha assunto un significato particolare per la famiglia.

Il momento è stato ricordato anche da una fotografia scattata insieme al dirigente dell’Ufficio di Polizia di Frontiera. Il dirigente è oggi responsabile di Valerio e, oltre dieci anni fa, aveva ricoperto un incarico anche durante il servizio di Luca a Ciampino. Per il giovane agente, il box dell’aeroporto resterà quindi legato non soltanto al lavoro quotidiano, ma anche ai giorni trascorsi al fianco del padre prima del suo pensionamento.