Empatia e dialogo

Calabresi a Bergamo: crepe nel muro per costruire speranza

L’ex direttore presenta il volume e ripercorre il colloquio con il cardinale nella città segnata dal conflitto

Calabresi a Bergamo: crepe nel muro per costruire speranza

Grande partecipazione a Gres Art per l’incontro con Mario Calabresi, intervistato da Daniele Rocchetti in occasione della presentazione del libro Le voci degli altri. Molte persone hanno assistito all’appuntamento in piedi, mentre centinaia di altre, pur avendo provato a prenotarsi, non sono riuscite a entrare.

Al centro del volume c’è il rapporto con il prossimo e il valore dell’empatia, una qualità che, secondo Calabresi, negli ultimi anni è stata spesso ridimensionata o considerata una forma di debolezza. L’ex direttore de La Stampa e di Repubblica ha spiegato che il libro nasce dalla constatazione di una crescente tendenza a cercare sicurezza soltanto tra persone conosciute e accomunate dalle stesse idee.

Le voci che non arrivano sui giornali

Gli otto capitoli raccolgono incontri con persone e realtà che, come ha sottolineato l’autore, non finiscono normalmente sulle prime pagine dei giornali, ma hanno comunque storie significative da raccontare. Per Calabresi, mettersi nei panni di chi si ha di fronte non significa rinunciare alla propria capacità di difendersi, ma riconoscere l’umanità dell’altro.

Il giornalista ha contestato l’idea che la distanza, fisica o emotiva, possa essere una soluzione ai conflitti. La convinzione che costruire muri e restare separati da chi è diverso renda la vita più sicura è stata definita una gigantesca fregatura. L’empatia, ha aggiunto, deve essere rivolta a tutte e tutti e non può diventare uno strumento riservato soltanto a chi ci è vicino o condivide le nostre posizioni.

Il colloquio con Pizzaballa

Uno dei capitoli del libro è dedicato all’incontro tra Calabresi e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, avvenuto in una Gerusalemme deserta. In quell’occasione, l’autore gli ha chiesto se intravedesse segnali di speranza in una città segnata dal conflitto.

La risposta del cardinale, rievocata durante l’incontro, non ha fatto riferimento direttamente a parole come dialogo, speranza o fratellanza. Pizzaballa ha parlato invece di piccole crepe nel muro, paragonandole a semi che potrebbero germogliare in futuro. Un’immagine che, nel racconto di Calabresi, rappresenta la possibilità di un cambiamento ancora fragile, affidato alla fede e alla capacità di non smettere di guardare oltre le divisioni.

In apertura dell’appuntamento, Calabresi ha parlato anche della sua candidatura a sindaco di Milano. Ha spiegato di aver sentito il bisogno di restituire qualcosa alla città, pur riconoscendo le opportunità che ancora offre. Tra le criticità indicate ci sono la marginalizzazione, il costo della vita e la difficoltà per molti giovani di restare o costruire il proprio futuro. Da qui, secondo il candidato del centrosinistra, la necessità di ricucire il tessuto cittadino e di ricreare le condizioni perché il lavoro torni a garantire possibilità concrete.