Nel corso dell’ultima udienza estiva del processo Promoberg, le difese dell’ex direttore tecnico Stefano Cristini e dell’ex segretario generale Luigi Trigona hanno presentato le loro argomentazioni, cercando di smarcarsi l’uno dall’altro. Gli avvocati Federico Cecconi e Nicolò Velati sostengono che Cristini ha agito seguendo il metodo imposto da Trigona, il quale, a sua volta, ha firmato una lettera di assunzione di responsabilità per evitare scandali e respingere le pressioni da parte dell’Ascom.
La qualificazione del reato è un punto cruciale del dibattimento. La pm Silvia Marchina accusa Cristini di peculato, chiedendo una condanna a 7 anni di carcere, mentre per Trigona la richiesta è di 3 anni e mezzo. Tuttavia, le difese sostengono che si tratti di appropriazione indebita, poiché i fondi utilizzati per i rimborsi chilometrici sarebbero derivati esclusivamente dagli incassi dei parcheggi, senza alcuna commistione con la parte pubblica.
Richieste di assoluzione
Entrambi gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti. Riguardo ai 239 mila euro che Cristini avrebbe intascato, Cecconi ha evidenziato che parte di questa somma corrisponde a compensi fuori busta concordati da Trigona per risultati raggiunti, sostenendo che il metodo adottato mirava a far risparmiare l’ente. Inoltre, ha citato la testimonianza di Antonella Ghilardi, ex addetta alla contabilità, che ha confermato l’esistenza di premi per i dipendenti, corrisposti in contanti.
Il legale Velati ha poi contestato le accuse relative ai 307 biglietti per spettacoli al Creberg, sostenendo che l’allora responsabile del teatro, Gianandrea Piantoni, avrebbe potuto aver fornito informazioni false. Velati ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura per valutare un’ipotesi di falsa testimonianza e calunnia nei confronti di Piantoni, sottolineando che sarebbe stato impossibile per lui non notare i nominativi di persone vicine a Trigona.
Altre accuse e difese
Le difese hanno invocato l’assoluzione anche per le accuse di peculato relative a consulenze fittizie e fatture gonfiate. Riguardo a Marco Lanfranchi, condannato in abbreviato, Velati ha affermato che sono emerse prove dell’attività svolta, mentre per i 241 mila euro che Gian Franco Sibella ha dichiarato di aver consegnato a Cristini, non ci sono stati accertamenti bancari che provino i versamenti. Infine, è stata richiesta l’assoluzione per la truffa alla Camera di commercio, poiché le risorse sarebbero andate a Promoberg e non a Cristini.