Il 10 luglio si è tenuto un concerto al Lazzaretto che ha riportato in vita i brani più celebri di Francesco Guccini. In assenza del cantautore, che ha smesso di esibirsi, sul palco sono saliti i suoi storici collaboratori: Ellade Bandini, Flaco Biondini, Antonio Marangolo e Vince Tempera, noti come i «musici di Guccini». A loro si è unito il cant’attore Lodo Guenzi, che ha raccontato storie legate ai brani eseguiti, creando un legame tra passato e presente.
Il concerto ha richiamato alla mente il leggendario raduno del 21 giugno 1984 in Piazza Maggiore a Bologna, dove Guccini radunò circa 150mila persone. Guenzi ha sottolineato l’importanza di non rovinare il ricordo di quel concerto, affermando che molte persone desiderano rivivere quelle emozioni. La serata ha visto l’esecuzione di brani iconici come “Canzone delle osterie di fuori porta”, interpretato dallo stesso Guenzi.
Un artista politico
Durante l’intervista, Guenzi ha discusso del significato politico delle canzoni di Guccini, affermando che la sua musica riflette le relazioni con la società e la fine dell’innocenza di una generazione. Ha evidenziato come Guccini, pur non essendo un cantautore politico nel senso stretto del termine, riesca a cogliere dinamiche universali che parlano a tutti.
Nonostante l’età avanzata dei musicisti, con Marangolo che ha 76 anni e Bandini che festeggia gli 80 anni, Guenzi ha espresso la sua emozione nel condividere il palco con loro. Ha descritto la sua esperienza come un’opportunità unica, considerando che non ha vissuto l’epoca d’oro di Guccini. Inoltre, ha rivelato il suo legame con un altro grande artista emiliano, il regista Pupi Avati, con cui sta lavorando a una nuova serie tv.