Giustizia e risarcimenti

Truffa pensioni Inps, prosciolto il principale imputato per motivi di salute

Il principale imputato è stato prosciolto, mentre si avvicinano patteggiamenti per gli altri due coinvolti.

Truffa pensioni Inps, prosciolto il principale imputato per motivi di salute

Una maxi truffa all’Inps riguardante le pensioni agricole ha portato a sviluppi significativi nel processo in corso. La Corte dei Conti ha stimato un danno erariale di 12,5 milioni di euro, ma le prospettive di recupero per lo Stato sembrano complicate. Durante l’udienza preliminare, il principale imputato, Franco Paris, di 75 anni, è stato prosciolto per motivi di salute, risultando incapace di stare a giudizio.

Paris, che ha lavorato per anni negli uffici dell’Inps di viale Vittorio Emanuele II, era l’unico addetto alla gestione delle pratiche per i lavoratori autonomi agricoli della provincia. La sua posizione ha sollevato interrogativi sulla possibilità di giustizia in questo caso, dato che il suo proscioglimento potrebbe complicare ulteriormente il recupero dei fondi pubblici.

Patteggiamenti in vista

Per gli altri due imputati, Giacomo Cortesi, di 77 anni, e Mario Antonio Allieri, di 65 anni, si prospettano patteggiamenti. Cortesi, assistito dall’avvocato Andrea Alberti, ha proposto un accordo che prevede una pena di 2 anni e mezzo con un risarcimento di 8 mila euro. Allieri, difeso da Francesca Gritti, dovrebbe ottenere una pena di 18 mesi e un risarcimento di 6 mila euro.

Il processo riprenderà il 8 settembre, quando si attende di conoscere l’esito definitivo delle trattative per i patteggiamenti. La situazione rimane tesa, con la Corte dei Conti che continua a monitorare l’andamento della vicenda, mentre i cittadini si interrogano sulla possibilità di recuperare i fondi pubblici coinvolti in questa truffa.