C’è stata una svolta nelle indagini sulla violenta rapina all’agriturismo Ca’ Fenile. Nella mattinata del 15 luglio, una banda di cittadini albanesi è stata catturata durante un blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Orzinuovi, nel Bresciano. Gli arrestati sono sospettati di aver assaltato l’agriturismo della famiglia Rizzi nella notte tra il 6 e il 7 luglio, terrorizzando i proprietari e fuggendo con un bottino di circa 50 mila euro in contanti e orologi di lusso.
Dettagli dell’operazione
Durante l’operazione, i carabinieri, equipaggiati con caschi e giubbotti anti proiettile, hanno sparato una decina di colpi di pistola per impedire la fuga dei banditi a bordo di un suv. Non ci sono stati feriti, tranne un militare colpito da una scheggia, che ha riportato 17 giorni di prognosi. Cinque membri della banda sono stati bloccati, mentre un sesto è riuscito a fuggire lanciandosi dal balcone e atterrando sui tettucci delle auto parcheggiate.
Il blitz, che ha visto la partecipazione di circa 30 uomini, è avvenuto in via Merisi intorno alle 5.30, dopo che i militari hanno eseguito un decreto di perquisizione della Procura di Bergamo. La zona è rimasta transennata per diverse ore mentre gli agenti della Scientifica effettuavano i rilievi.
Le indagini e il modus operandi della banda
Gli investigatori sono giunti al covo di Orzinuovi partendo proprio dalla rapina all’agriturismo, ma la banda è sospettata di aver messo a segno una serie di colpi tra le province di Bergamo, Brescia, Udine e Cremona. A tradire i malviventi potrebbe essere stata un’Alfa Romeo Stelvio di colore scuro, ripresa dalle telecamere dell’agriturismo e da quelle lungo la strada durante il colpo. Questo stesso suv è stato associato a una decina di altri episodi avvenuti nelle tre province.
La rapina all’agriturismo Ca’ Fenile è stata particolarmente violenta. Intorno alle 2.30 della notte, tre uomini con il volto coperto e armati di coltelli hanno fatto irruzione nella camera da letto dei titolari, Massimo Rizzi e Daniela Zambonelli, picchiando l’imprenditore e minacciando la sua famiglia. Una delle figlie, di 13 anni, si è svegliata durante l’assalto e ha implorato i rapinatori di fermarsi.
Fin dalle prime ore delle indagini, era emersa l’ipotesi che a operare fosse una banda di professionisti, dato che i malviventi sembravano conoscere bene la casa e le abitudini delle vittime.