Giustizia

Assolto in appello il giovane che uccise il fratello per legittima difesa

La Corte d'Appello di Brescia ha dichiarato non punibile Lorenzo Maffeis per la morte del fratello Gianluca.

Assolto in appello il giovane che uccise il fratello per legittima difesa

La Corte d’Appello di Brescia ha assolto Lorenzo Maffeis, accusato di aver ucciso il fratello Gianluca durante una lite avvenuta nella loro casa a Mozzo la notte del 26 giugno di tre anni fa. La sentenza, emessa il 15 luglio, ha stabilito che il fatto non costituisce reato, riconoscendo la legittima difesa del giovane.

La vicenda ha avuto inizio quando Gianluca, 31 anni, in preda a un mix di alcol e psicofarmaci, ha aggredito Lorenzo nel tentativo di strozzarlo. Lorenzo, temendo per la propria incolumità, ha reagito spingendo il fratello per allontanarlo. Durante la colluttazione, entrambi sono caduti a terra e Gianluca ha subito un arresto cardiocircolatorio. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte di Lorenzo e l’intervento del 118, Gianluca è deceduto dopo quattro giorni di coma.

Il processo e la sentenza

In primo grado, Lorenzo era stato condannato a 3 anni e 3 mesi per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa, senza attenuanti. Tuttavia, la Procura generale aveva chiesto una revisione della sentenza, suggerendo una condanna a 2 anni con benefici di legge. Gli avvocati di Lorenzo, Rosario Coppola, Andrea Locatelli e Riccardo Bonetti, hanno presentato un impianto difensivo che ha portato alla riformulazione dell’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo.

Le testimonianze e l’esito dell’autopsia hanno giocato un ruolo cruciale nella decisione dei giudici. L’autopsia ha rivelato che la causa della morte di Gianluca era legata a una forte pressione del nervo vago, piuttosto che a uno strangolamento. Inoltre, il mix di alcol e psicofarmaci assunti dalla vittima ha contribuito al suo decesso. La notte della tragedia, Gianluca aveva litigato in una discoteca e Lorenzo lo aveva convinto a tornare a casa, dove la situazione è degenerata.

Le conseguenze della colluttazione

Durante la colluttazione, anche Lorenzo ha subito ferite, con una prognosi di 30 giorni per un naso rotto, lividi e una mano fratturata. La sentenza di assoluzione ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha messo in luce la complessità della situazione familiare e le dinamiche che hanno portato a un tragico epilogo.