Violenza in agriturismo

Rapina ad Alzano: il drammatico racconto del titolare dell’agriturismo

Massimo Rizzi racconta l'incubo vissuto durante la rapina a Ca' Fenile.

All’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano Lombardo è tornata la calma, ma solo poche ore fa si è consumato un dramma. Il titolare, Massimo Rizzi, 47 anni, ha vissuto un’ora di terrore quando tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella sua casa, minacciando lui e la sua famiglia. Il bottino della rapina è di circa 50 mila euro tra contanti e orologi di lusso.

La rapina è avvenuta nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle due e mezza. I malviventi sono entrati approfittando di una finestra aperta. Rizzi, svegliato di soprassalto, è stato subito aggredito. ‘È stato terribile’, racconta. ‘Avevano coltelli e una pistola. Non potevo reagire, ogni volta che cercavo di muovermi mi picchiavano’.

La paura per la famiglia

Durante l’aggressione, la moglie di Rizzi e la figlia di 13 anni sono state bloccate, mentre le due figlie più piccole, di 6 e 3 anni, dormivano ignare di tutto. ‘Ho cercato di proteggere mia moglie e le mie figlie. Ho provato a parlare con i rapinatori, ma mi hanno tappato la bocca’, racconta Rizzi, mostrando i segni delle violenze subite.

La situazione è degenerata quando i rapinatori hanno minacciato di fare del male alla sua famiglia. ‘Mia figlia Arianna ha abbracciato uno di loro dicendo: “Ti voglio bene, se non picchi mio papà ti perdono”. È stato uno strazio’, ricorda Rizzi con la voce rotta dall’emozione.

Il dopo rapina

Il pestaggio è durato un’ora, fino a quando i rapinatori non hanno ottenuto ciò che volevano. ‘Ho indicato dove tenevo i risparmi e dopo averli presi, ci hanno chiusi in bagno’, spiega Rizzi. Fortunatamente, i due sono riusciti a rompere una finestra per chiedere aiuto, attirando l’attenzione degli ospiti dell’agriturismo. Rizzi è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 30 giorni e visibili segni di violenza sul corpo.