Nel giorno dell’esordio del servizio eBrt, il collegamento tra Verdellino e la stazione delle Autolinee di Bergamo ha fatto registrare tempi identici per il mezzo pubblico e per l’automobile: circa 40 minuti. Il confronto è stato effettuato nella fascia mattutina individuata come quella più vicina alle esigenze di pendolari, lavoratori e studenti, con partenza da Verdellino alle 7.33. Il dato, tuttavia, è riferito al traffico tipico del mese di agosto e non consente ancora di valutare l’impatto del nuovo sistema sulla viabilità ordinaria.
Il confronto tra corsie e semafori
La prova ha messo in evidenza il funzionamento delle doppie lanterne semaforiche installate lungo la provinciale 525, in prossimità di incroci e rotatorie. Quando il bus elettrico si avvicina, per il traffico ordinario scatta il rosso, mentre al mezzo viene dato il via libera attraverso una luce verticale, simile a quella utilizzata per i tram. Gli automobilisti sono quindi costretti a fermarsi anche quando il bus li raggiunge, accumulando attese che compensano il vantaggio garantito al trasporto pubblico dalle corsie preferenziali.
Il tempo complessivo dei due percorsi risulta uguale per effetto di due elementi contrapposti. L’itinerario in automobile è più breve, mentre l’eBrt attraversa l’interno di Dalmine prima di rientrare sulla provinciale 525. Il mezzo elettrico, però, può viaggiare su corsie riservate e superare più facilmente le code. Per chi guida, l’effetto più evidente è proprio l’obbligo di restare incolonnato quando il bus entra nell’area regolata dai semafori dedicati.
Tra i punti osservati c’è via Moroni, in prossimità di Lallio e del futuro parcheggio di interscambio, oltre alla zona compresa tra la rotonda di via Campi Spini e quella della piattaforma ecologica di Aprica, in via Goltara. In questi tratti, poche automobili davanti alla propria sono sufficienti per creare una coda quando il passaggio dell’eBrt fa scattare il rosso per gli altri veicoli.
La petizione e la verifica di settembre
Un altro possibile punto critico è l’incrocio tra viale Papa Giovanni e via Maj. In condizioni ordinarie, il rosso per chi procede verso Città Alta dura circa 45 secondi. Quando il mezzo svolta in via Paleocapa per fermarsi davanti all’hotel Mercure, invece, l’attesa può variare da un minuto a un minuto e 45 secondi, in base alla coincidenza tra il ciclo semaforico e il transito del bus. Il nodo potrebbe diventare più evidente con la riapertura delle scuole.
Nel primo giorno di servizio sono state segnalate anche biciclette a ridosso delle corsie riservate e motocicli impegnati in manovre tra le auto. Sono risultate invece poche le vetture che hanno utilizzato impropriamente la preferenziale. La polizia locale ha controllato in particolare le vie dei Caniana, San Giorgio e Paleocapa, con pattuglie in moto e operatori a piedi. Alla Malpensata, nel tratto verso la stazione, il traffico è apparso rallentato e il collegamento richiedeva almeno sette minuti.
Contro la nuova organizzazione della circolazione è stata avviata su Change.org una petizione per modificare o eliminare la corsia dedicata all’eBrt. In serata le adesioni erano circa un centinaio. I promotori sostengono che il progetto, nato per migliorare la mobilità, debba essere riconsiderato per ridurre i disagi ai residenti e mantenere il traffico sulla viabilità ordinaria.
Il Comune di Bergamo ha definito positivo il bilancio della prima giornata. L’assessore alle Politiche della mobilità Marco Berlanda ha spiegato che le prime settimane serviranno a perfezionare il sistema sulla base dei dati raccolti e dell’esperienza sul campo. La verifica più significativa arriverà a settembre, quando sulle strade torneranno a concentrarsi lavoratori e studenti e sarà possibile misurare l’effetto dell’eBrt in condizioni di traffico più intenso.