FORMAZIONE

A Bergamo un workshop per gestire le emozioni sul palco

Studenti e professionisti hanno lavorato su paure, tecnica e libertà interpretativa

A Bergamo un workshop per gestire le emozioni sul palco

Allenare le emozioni e imparare a gestirle è una parte essenziale del percorso di chi sale su un palco. È questo il tema del workshop organizzato a Bergamo dalla pianista Gloria Campaner e dal suo gruppo di lavoro, composto dalla scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari, dal pianista e mental coach Alberto Idà e dall’attrice Linda Messerklinger.

All’iniziativa, svolta sabato 7 novembre, hanno partecipato una ventina di studenti del Politecnico delle Arti di Bergamo e di altre città. Tra loro anche Gaia, allieva dell’Accademia di Belle Arti Carrara, che ha definito l’esperienza formativa e arricchente. Il percorso si è concluso al Gres art con un evento pubblico dedicato all’incontro tra musica e parole.

La preparazione oltre la tecnica

Per Giorgio Berta, presidente del Politecnico, e per il direttore Giacomo Fornari, la capacità di affrontare le emozioni ha un’importanza paragonabile alla preparazione tecnica. L’obiettivo, hanno spiegato, è accompagnare gli allievi anche verso il mondo del lavoro e verso le occasioni in cui potranno mettere alla prova il proprio talento.

Daniela Guadalupi, presidente del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, ha spiegato la scelta di portare in città La palestra delle emozioni, iniziativa promossa con gli Amici del Festival. Secondo Guadalupi, la musica ha un valore sociale e culturale e anche gli artisti più affermati possono incontrare difficoltà nel gestire le emozioni negative durante un’esibizione.

La pianista Marta Gianola, già studentessa del Conservatorio di Bergamo e protagonista di due intermezzi musicali durante la serata, ha sottolineato il peso della componente mentale nella professione. A suo giudizio, nei Conservatori questo aspetto viene spesso trascurato e molti musicisti si trovano ad affrontare da soli le proprie paure.

Paura, creatività e libertà

Gloria Campaner, che ha temporaneamente messo da parte l’attività concertistica per dedicarsi al progetto, ha descritto il lavoro sulla preparazione emotiva, psicofisica e mentale come una necessità per i giovani musicisti. L’obiettivo, ha osservato, non è eliminare le emozioni, ma imparare a governarle e trasformarle in qualcosa da condividere con il pubblico.

Lo psicologo e psicoterapeuta Wolfgang Ullrich ha distinto la febbre del palcoscenico dalla paura: la prima può rappresentare una risorsa, mentre la seconda rischia di ostacolare la performance. Per trovare una voce personale, ha spiegato, servono esercizio, allenamento e una maggiore consapevolezza del proprio modo di stare nella musica, senza affidarsi soltanto al controllo tecnico.

Nel corso dell’incontro Ullrich ha richiamato anche il rischio della distonia focale, conosciuta come crampo del musicista, che può colpire interpreti di ogni livello. Il percorso proposto punta quindi a recuperare il piacere di suonare, ridurre il peso del senso di colpa e del timore di non essere all’altezza e riconoscere nella creatività uno spazio di sicurezza.

Alberto Idà ha raccontato di aver superato il timore di non essere adeguato concentrandosi sulla bellezza dell’esperienza musicale. La serata si è conclusa con Gloria Campaner al pianoforte, impegnata nell’interpretazione di brani di Bach, accompagnati dai versi di Jorge Luis Borges dedicati alla gratitudine.