L’Atalanta ha raggiunto quota 30 titoli nella propria storia grazie alla vittoria della Supercoppa Primavera, conquistata a settembre contro la Fiorentina con il risultato di 4-3. Il bilancio comprende tre trofei della prima squadra e 27 ottenuti dal settore giovanile. Una parte consistente di questi successi è arrivata durante la presidenza di Antonio Percassi, che ne ha festeggiati 14, mentre 17 sono legati al lavoro di Mino Favini alla guida del vivaio.
Nel calcio moderno, iniziato convenzionalmente con la Serie A a girone unico nel 1929, la prima squadra ha conquistato la Coppa Italia nella stagione 1962/63 e l’Europa League nel 2023/24. Il primo successo arrivò il 2 giugno 1963 a San Siro, con il 3-1 al Torino firmato dalla tripletta di Domenghini. Il trionfo europeo più recente è invece quello di Dublino, il 22 maggio 2024, quando l’Atalanta superò il Bayer Leverkusen per 3-0 grazie a tre reti di Lookman.
Il primo titolo nel calcio dei pionieri
La storia dei trofei nerazzurri, tuttavia, comincia prima dell’istituzione della Serie A a girone unico. Nella stagione 1927/28 l’Atalanta guidata dall’ungherese Imre Payer vinse il campionato di Prima Divisione, la Serie B dell’epoca, organizzata in quattro gironi interregionali. Dopo aver chiuso il girone finale a pari punti con le altre partecipanti, la squadra bergamasca superò la Pistoiese per 3-0 nella finale disputata il 17 giugno 1928 a Faenza, conquistando il primo titolo nazionale della società.
Gli altri 27 trofei sono arrivati dal vivaio: 19 scudetti, quattro Coppe Italia e quattro Supercoppe. Il primo tricolore giovanile risale alla stagione 1948/49, quando la squadra Ragazzi allenata da Giuseppe Ciatto batté due volte la Lazio in finale. In quella formazione giocavano anche Titta Rota e Livio Roncoli, entrambi bergamaschi e poi protagonisti con la prima squadra. Rota collezionò 145 presenze e guidò successivamente il club alla promozione in Serie A del 1977; Roncoli arrivò invece a 305 partite in 13 stagioni.
La svolta del vivaio a Zingonia
Una delle generazioni più ricordate è quella emersa tra il 1992 e il 1993, conosciuta come la banda Prandelli. Nella squadra allenata da Cesare Prandelli figuravano, tra gli altri, Tacchinardi, Tomas Locatelli, Morfeo e Federico Pisani. Dopo lo scudetto Allievi, il gruppo vinse lo scudetto e il Torneo di Viareggio, mentre perse la finale di Coppa Italia contro l’Udinese ai tempi supplementari.
Il percorso del settore giovanile è stato segnato soprattutto da Mino Favini, responsabile per 24 anni e scomparso nel 2019. Durante i suoi 32 anni di attività nel vivaio sono arrivati 26 titoli di varie categorie, insieme alla crescita di numerosi calciatori approdati al calcio professionistico. Dopo Favini, il lavoro è proseguito con Maurizio Costanzi e oggi con Roberto Samaden.
Percassi ha ricordato la scelta di affidare a Favini la struttura di Zingonia, considerandola decisiva per dare nuovo impulso all’attività giovanile. Il dirigente introdusse criteri di selezione e metodi di lavoro orientati non soltanto alle qualità tecniche, ma anche alla formazione personale e al comportamento fuori dal campo. Una filosofia che, secondo il presidente, continua a influenzare il club e che ha portato all’intitolazione dell’Accademia di Zingonia a Favini.