Il passaggio dal gioco a uomo che ha caratterizzato l’ultimo decennio al calcio a zona di Maurizio Sarri procede tra difficoltà, rallentamenti e passaggi a vuoto. Dopo i segnali incoraggianti offerti contro Venezia e Pafos, l’Atalanta ha compiuto un passo indietro nel confronto con il Milan, a prescindere dal risultato finale, considerato giusto per quanto mostrato dalle due squadre.
Contro il Venezia la formazione bergamasca aveva disputato una buona mezz’ora, prima di uscire parzialmente dalla partita. Con il Pafos, invece, aveva mantenuto concentrazione e controllo per tutta la gara. Il test di San Siro, contro un’avversaria di livello superiore rispetto alle precedenti, ha evidenziato quanto il gruppo debba ancora crescere per affrontare le squadre più forti.
La partita con il Milan
Il Milan è stato superiore per gioco, occasioni create e atteggiamento. I rossoneri sono rimasti in vantaggio per 74 minuti e hanno affrontato la sfida con una determinazione che l’Atalanta non è riuscita a mettere in campo nella prima parte. Dopo un’ora, però, sul punteggio di 3-0, il Milan ha abbassato inconsciamente la tensione: il quarto gol era stato annullato per un fuorigioco di pochi centimetri, mentre erano arrivati anche un rigore sbagliato e un palo.
L’Atalanta ha iniziato a giocare con maggiore libertà quando la partita sembrava ormai compromessa. L’ingresso di Gaetano e Zalewski ha contribuito alla reazione, ma la rimonta si è fermata a due reti. È difficile separare i meriti della squadra nerazzurra dai demeriti del Milan, ma il rendimento dell’Atalanta-bis ha confermato la necessità di un ulteriore salto di qualità.
La prestazione va valutata anche alla luce delle numerose assenze. A Milano erano indisponibili otto giocatori, diventati nove dopo l’infortunio di Kolasinac nei primi venti minuti. Attualmente sono fermi quattro dei cinque centrali difensivi: Hien, Kolasinac, Kossounou e Scalvini. La situazione, inoltre, non appare temporanea: fino alla sosta di novembre l’emergenza sarà una condizione ordinaria. Nelle prossime sei partite, contro Ajax, Frosinone, Fiorentina, Parma, Kairat e Monza, potrebbe rientrare Kessie a metà del percorso e forse Sulemana nella parte finale, mentre gli altri resteranno indisponibili.
Il nodo dei trequartisti
In questo contesto l’Atalanta dovrà affidarsi in larga parte alla squadra vista a San Siro, con l’aggiunta di Elmas. Sarà decisivo aumentare il rendimento dei tre trequartisti schierati nel 4-2-3-1: Samardzic, De Ketelaere e Rowe hanno disputato una gara negativa contro il Milan, ma dalla loro efficacia dipendono gli equilibri offensivi della squadra.
Il lavoro di Krstovic e la qualità di Scamacca, quando l’attaccante riesce a esprimerla, non saranno sufficienti da soli. Rowe dovrà trovare continuità, mentre De Ketelaere resta sotto osservazione dopo un periodo di rendimento al di sotto delle attese, che dura ormai da quasi un anno. In attesa del suo rilancio e con la difesa ridotta all’emergenza, i giudizi complessivi dovranno essere rinviati tra la sosta di novembre e quella natalizia. Nel frattempo l’obiettivo sarà resistere, raccogliere più punti possibile e gestire una rosa che, almeno nell’immediato, non offre alternative sufficienti.