Alessandro Barone è il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Bergamo. Il colonnello, 47 anni, originario di Taranto, ha assunto l’incarico dopo un percorso professionale sviluppato tra ruoli operativi e di comando. La sua esperienza comprende gli incarichi nelle compagnie di Mondragone, in provincia di Caserta, e Foligno, nel Perugino, oltre a un periodo al Comando generale dell’Arma e a un’esperienza all’ambasciata italiana di Washington.
Prima dell’arrivo in Lombardia, Barone ha guidato il Reggimento Carabinieri a cavallo di Roma. Il primo approccio con la provincia bergamasca è quello di una realtà descritta come laboriosa, viva e vivace, nella quale gli attuali livelli di sicurezza sono il risultato di un’attività costante sul territorio e della collaborazione tra le istituzioni.
Continuità nel controllo del territorio
Il nuovo comandante ha definito Bergamo una provincia sostanzialmente sicura, riconoscendo il lavoro svolto da chi lo ha preceduto e, più in generale, da tutte le forze impegnate nella tutela della comunità. La linea indicata non è quella di una svolta, ma di un consolidamento delle attività già avviate.
Tra le priorità resta il controllo preventivo del territorio, sostenuto da una collaborazione strutturata tra le diverse istituzioni e affiancato dai risultati delle indagini. L’obiettivo dichiarato è mantenere gli attuali livelli di sicurezza, intervenendo dove necessario senza mettere in discussione un sistema considerato efficace. In questo quadro, la presenza quotidiana delle pattuglie e l’attività investigativa restano strumenti centrali.
Il rapporto con i cittadini
Per Barone, tuttavia, la sicurezza non si misura soltanto attraverso i dati statistici. Esiste infatti una differenza tra i risultati registrati e la percezione dei cittadini, che possono avvertire maggiore insicurezza anche in presenza di indicatori positivi. È su questo scarto che il comandante intende concentrarsi, sottolineando la necessità di fornire una risposta concreta alle persone.
La risposta, secondo il nuovo vertice dell’Arma, passa dalla capacità di individuare gli autori dei reati ma anche dalla possibilità per i cittadini di incontrare i militari, segnalare problemi e chiedere aiuto. In questa prospettiva, le caserme devono continuare a essere punti di riferimento accessibili e la presenza dei carabinieri nelle comunità deve accompagnare il lavoro di prevenzione, non limitarsi alla gestione delle emergenze.
Barone ha infine richiamato l’importanza dell’equilibrio tra preparazione professionale e capacità di ascolto. La combinazione tra professionalità e umanità viene indicata come uno degli elementi sui quali proseguire nella costruzione del rapporto tra l’Arma e il territorio bergamasco.