Sicurezza stradale

Bici truccate, a Bergamo 28 irregolarità su 40 controlli

I mezzi raggiungevano fino a 51 chilometri orari; sequestri e sanzioni per conducenti privi di requisiti

Bici truccate, a Bergamo 28 irregolarità su 40 controlli

Tra il 17 giugno e i primi giorni di settembre, la Polizia locale di Bergamo ha effettuato 40 controlli mirati sui mezzi utilizzati soprattutto per le consegne a domicilio. Le verifiche, concentrate nelle vie Borgo Palazzo, Camozzi, San Bernardino e lungo viale Papa Giovanni XXIII, hanno fatto emergere 28 irregolarità.

In diversi casi le biciclette a pedalata assistita erano state modificate con leve, potenziometri o manopole nascoste. Attraverso prove su rulli omologati, gli agenti hanno accertato velocità ottenute con la sola propulsione del motore comprese tra 32 e 51 chilometri orari. Prestazioni che, secondo la normativa, fanno rientrare i mezzi nella categoria dei ciclomotori e non più in quella dei velocipedi.

Le contestazioni della Polizia locale

La trasformazione dei veicoli comporta l’obbligo di rispettare requisiti diversi da quelli previsti per le biciclette, tra cui targa, certificato di circolazione, patente e assicurazione. Per i mezzi irregolari sono quindi scattati confisca e fermo amministrativo, mentre le sanzioni possono arrivare fino a 5 mila euro. La comandante della Polizia locale, Monica Porta, ha definito la situazione un grave pericolo per chi guida e per gli altri utenti della strada.

Durante i controlli sono stati rilevati anche episodi particolari: un rider circolava con un mezzo già sottoposto a sequestro, mentre un altro conducente avrebbe tentato di strappare i fili elettrici della bicicletta davanti agli agenti, nel tentativo di impedire gli accertamenti.

Formazione e responsabilità

Nel centro cittadino operano circa 70 rider, con una presenza più stabile di una ventina di lavoratori in via Ghislanzoni. Secondo quanto riferito nell’articolo, molti conducenti provengono da Afghanistan, Pakistan, Sri Lanka, Iran e India. Per alcuni di loro la conoscenza delle regole italiane e la possibilità di convertire la patente ottenuta nel Paese d’origine rappresentano un problema, soprattutto quando non risultano residenti ma soltanto domiciliati.

A maggio il Comune di Bergamo e Nidil Cgil hanno sottoscritto un protocollo annuale per la formazione dei lavoratori del food delivery. Il programma prevede sessioni informative di circa 30 minuti tenute dalla Polizia locale. Finora si sono svolti due incontri, a maggio e luglio, con 30 partecipanti complessivi. L’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni ha spiegato che i riscontri sono stati positivi, ma che è più difficile verificare l’effettiva applicazione delle indicazioni sulla strada.

Angeloni ha inoltre auspicato un intervento sul Codice della strada per disciplinare in modo più preciso questi mezzi, oggi tecnicamente immatricolati come biciclette. Il tema riguarda anche le società di consegna: Deliveroo e Glovo hanno riferito che i rider, inquadrati come lavoratori autonomi, devono presentare un’autocertificazione sulla conformità del mezzo e seguire corsi online di sicurezza stradale.

Il presidente di Aci Bergamo, Valerio Bettoni, ha richiamato infine il problema dei veicoli lasciati sui marciapiedi e privi di copertura assicurativa. Citando dati della Motorizzazione, ha ricordato che in Italia sarebbero circa 9 milioni su 47 i veicoli senza Rc obbligatoria, associati a circa 25 mila sinistri ogni anno. I danni, ha sottolineato, ricadono poi sulla collettività attraverso il Fondo di garanzia per le vittime della strada.